Al Viper Theatre gli Herbaliser

Sabato 12 Febbraio il Viper Theatre di Firenze avra' l’onore di ospitare l’eccezionale dj set di Jake Wherry e Ollie Teeba i due fondatori di HERBALISER, una band che in 16 anni di carriera ha contribuito a reinventare il jazz rap


MUSICA — HERBALISER e' forse il gruppo che ha maggiormente contribuito al successo su scala planetaria della Ninja Tune, la leggendaria etichetta londinese che ha lanciato artisti e band come Roots Manuva, Cinematic Orchestra e Mr. Scruff (solo per citarne alcuni).

Sabato 12 Febbraio il Viper Theatre di Firenze avra' l’onore di ospitare l’eccezionale dj set di Jake Wherry e Ollie Teeba i due fondatori di HERBALISER, una band che in 16 anni di carriera ha contribuito a reinventare il jazz rap attraverso uno stile unico e un groove assolutamente inimitabile.

La storia degli Herbaliser ha inizio negli anni ‘80, Jake Wherry cresce ascoltando jazz e soul debuttando come chitarrista e bassista in diverse band rock-funk mentre Ollie Teeba scopre la magia dell'hip hop come dj nel club “Ben & Andy's Bollerhouse”, quartiere di Kingston - Londra.
Attratti dalla comune passione per tutto quello che ha sonorita' jazz all’inizio degli anni 90 incontrano DJ Food, di cui remixano "Mella”. Lo stesso li introduce nell'orbita della Ninja Tune, la label per la quale pubblicano, tra il 1994 e il 1995, "Real Killer" e altri EP di culto in cui trasportano la loro comune passione per le radici jazz e funk fuse con l'hip hop della golden age. ". E’ la svolta.
Dopo la pubblicazione di "Remedies" nel 1995, album attraverso il quale la Ninja Tune diventa la dominatrice incontrastata della scena breakbeat d'oltremanica, nel 97 e nel 99 escono rispettivamente "Blow Your Headphones” e "Very Mercenary” due album che li consacrano definitivamente nell’olimpo della black music.
La bellezza dei dischi degli Herbaliser e' racchiusa in un originale processo creativo: prima di comporre Jake e Ollie immaginano nei dettagli una scena di un film e solo dopo essersi calati in questo mood iniziano a scrivere la parte strumentale, lasciando la fantasia libera di seguire le sensazioni. Alla fine degli anni ‘90 Herbaliser e' il nome di una band che finisce nelle line up dei piu' importanti festival del pianeta: Glastonbury, Montreal Jazz, Paleo, Axiom Beach, Drum Rhythm, Essential. Un’infinita' di concerti attraverso 21 nazioni ai quali si aggiungo una serie di originali progetti paralleli, dalla colonna sonora del film di Guy Ritchie "The Snatch" alla soundtrack per il videogame "NBA Street”.
Nel 2002 esce "Something Wicked This Way Comes”, disco che riunisce gli arrangiamenti dei fiati della The Easy Access Orchestra e le featuring di Rakaa-Iriscience, MF Doom, Blade e Phi Life Cypher, crew che orbita intorno al mondo dei Gorillaz. Seguono "Herbal Blend" (2003), un fiume di midtempo e rap underground spalmato su ritmi vintage funk, "Take London" (2005) e "Fabric Live 26", pubblicato in onore del tempio del clubbing londinese.
Nel 2008 dopo 7 dischi e 13 anni di matrimonio idilliaco con Ninja Tune, il duo cerca nuove sfide e si accasa presso la !K7 Records, label berlinese mitica nell'ambiente del clubbing. Nel preparare il primo disco del nuovo corso, "Same As It Never Was", il duo diventa un trio con l'acquisto di una vocalist, Jessica Darling, performer che consente agli Herbaliser di sviluppare un sound molto piu' soul e carico di atmosfere r&b rispetto al passato, anticipato da due grandi singoli "Clap your Hands" e "You're Not All That". Nel 2010 infine e' la volta di Herbal Tonic, una compilation che raccoglie le migliori produzioni della loro carriera.
Overknights e' invece il nome del contenitore di dj's, produttori, scratchers, mc's ed un disegnatore con base a Firenze che aprira' e chiudera' la serata.
La mescolanza di stili e le affinita' di gusto contraddistinguono questo gruppo costituito da ben dieci persone provenienti dagli ambiti e generi piu' disparati di formazione musicale, come l'hip hop, il punk, il jazz, la techno e l'elettronica in molte delle sue forme. Il sound e' necessariamente e volutamente eterogeneo in una ricerca sonora che si esprime nella valorizzazione sia delle produzioni individuali che del frutto delle diverse collaborazioni interne. Il risultato e' un misto tra hip hop, funk, skwee.


http://overknights.blogspot.com

Redazione Nove da Firenze