Caterina Raccattacanzoni

Lunedì 13 dicembre va in scena al Teatro Affratellamento di Firenze il racconto-spettacolo sulla Toscana tradizionale vista attraverso le canzoni di Caterina Bueno

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
11 dicembre 2010 18:04
Caterina Raccattacanzoni

In occasione della IV GIORNATA NAZIONALE DELLA RETE ITALIANA DI CULTURA POPOLARE, e in conclusione del progetto “Anno dei mezzadri”, l'Istituto Ernesto de Martino, la Provincia di Firenze, e l’associazione Le Radici con le Ali, lunedì 13 dicembre propongono al Teatro dell'Affratellamento di Firenze (via Orsini 73, gratis) il racconto-spettacolo CATERINA RACCATTACANZONI. La Toscana più autentica, combattiva, popolare, sarà raccontata attraverso le canzoni raccolte da una delle figure più affascinanti dell’oralità cantata, Caterina Bueno (1943-2007), e verranno ulteriormente arricchite da racconti, filmati, immagini sul contesto in cui l'indimenticabile ricercatrice e interprete si è mossa.

E tra brani della tradizione come Cinquecento catenelle d’oro, E la mi’ mamma, Grano grano, La leggera delle donne, l'opera di Caterina Bueno verrà così ripercorsa da un “raccontastorie” speciale quale è l'antropologo e docente Pietro Clemente, insieme a un folto gruppo di musicisti, tra i quali svettano i nomi dei fratelli Marino e Sandro Severini (ovvero i Gang), e del chitarrista sardo Alberto Balia. In un dialogo coinvolgente e aperto col pubblico, il filo rosso del mondo popolare permetterà infine di trattare da una prospettiva inedita altri temi importanti come l'emigrazione, il lavoro, le lotte sociali, l'infanzia, ma anche l'amore nel mondo contadino, e di riconnettere così i canti “salvati” da Caterina Bueno con la storia dei gruppi sociali a cui sono appartenuti. Il 2010 è stato l’Anno dei mezzadri, promosso da associazioni culturali e musei demoetnoantropologici col patrocinio della Regione Toscana.

Dopo tante importanti iniziative in tutta la regione (convegni, incontri, performances...), l’ultimo appuntamento è a Firenze con una due giorni intitolata “Sortirne insieme...Anno dei mezzadri. Le radici in Toscana per un futuro sostenibile”, titolo che riprende una famosa frase di Don Milani a Barbiana: ‘sortirne da soli è l’avarizia, sortirne insieme è la politica’ (programma dettagliato in allegato). Durante la serata del 13 verranno esposti alcuni dipinti del pittore senese Francesco Del Casino, autore negli anni Settanta della maggior parte dei noti murales di Orgosolo, in Sardegna Tra le iniziative collaterali, da non perdere l'incontro del 13 dicembre curato da Neri Binazzi (Università di Firenze) intitolato “Berlinguer ti voglio bene”: analisi del lessico di un film cult (ore 17.30 Sala Conferenze del Centro Culturale “Elsa Morante” - via G.

Orsini, 44), e i seminari del 14: “La mezzadria dell'Italia centrale. Un nodo storico della grande trasformazione dell'Italia del dopoguerra e del tempo presente” e “Oralità popolare e patrimonio culturale”, in cui interverrà, tra gli altri, David Riondino (ore 15.30, Sala Comparetti – Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze Piazza Brunelleschi, 4)

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