La scomparsa di Caterina Bueno
Una grande vocalità al servizio della cultura popolare toscana


E’ morta a Firenze la cantante Caterina Bueno. Una scomparsa improvvisa quella dell’artista sessantunenne, figlia del pittore di origine spagnola Antonio Bueno. Era nata a San Domenico di Fiesole vicino a Firenze, e subito era stata attratta dai modi di dire toscani e dal dialetto.Sin dagli anni sessanta raccoglie testi e melodie girando per corti,paesi , registrando i canti popolari direttamente dalla voce dei contadini toscani. Effettua poi delle ricerche nelle biblioteche toscane. Dotata di una voce da contralto,le sue canzoni parlano di guerra,miseria,oppressione. Inoltre canta ballate ironiche,filastrocche per bambini,canti d'osteria,canti sociali e politici,per passare a ninne nanne dolcissime e struggenti. Negli anni del suo esordio, quando Caterina cominciò ad esibirsi come solista, ad accompagnarla alla chitarra c’era un giovane Francesco De Gregori. De Gregori rimase tanto colpito dalla cantante toscana da dedicarle una canzone negli anni Ottanta, intitolata “Caterina “. Caterina Bueno ha rappresentato per oltre trent'anni la musica popolare toscana, che ha diffuso in Italia e all'estero con impegno vibrante e appassionato. Le sue esecuzioni, sempre riconducibili a precedenti esperienze di ricerca sul campo, le hanno consentito di acquisire buona reputazione fra gli addetti ai lavori, ma non le hanno aperto le porte del grosso successo di massa. Ha militato per qualche tempo con il Nuovo canzoniere italiano, assieme al quale ha preso parte agli spettacoli « Bella ciao », «Ci ragiono e canto » e al primo Folk festival di Torino, ed é stata molto attiva nelle organizzazioni culturali della sinistra e nei festival dell'Unità Con le sue canzoni ha toccato le corde dell'impegno sociale e della protesta e insieme i temi della condizione quotidiana. Ci mancherà l 'inconfondibile vocalità di Caterina che ha restituito geografie di volti e figure di una Toscana quasi dimenticata.
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Redazione Nove da Firenze