Report sull'industria della comunicazione in Toscana

Presentata l’indagine del Comitato regionale per le comunicazioni che analizza il settore come vero e proprio comparto produttivo. Il consigliere del Corecom Vincenzo Caciulli: “Settore strategico per l'economia tutta. Occorrono politiche ad hoc”.


Tracciare un “profilo dell’industria della comunicazione in Toscana, definendone dapprima le attività economiche che la compongono, quantificandone poi la rilevanza per operatori, addetti, eccetera e descrivere infine le caratteristiche basilari di funzionamento delle aziende che vi operano”. Questo uno degli obiettivi dell'indagine affidata dal Corecom della Toscana (Comitato regionale per le comunicazioni) all'Irpet, sul settore della comunicazione inteso come vero e proprio settore economico e produttivo.

Una ricerca ancora in corso, presentata sabato 23 ottobre a Firenze nell'ambito delle iniziative del Festival della Creatività, che aspira a “cogliere motivi di forza e di debolezza delle aziende toscane alla luce degli scenari competitivi che si prospettano all’orizzonte anche in funzione di disporre di prime indicazioni utili ad affrontare il tema dell’industria della comunicazione con una prospettiva strategica di sistema”.

Come emerso nel corso della presentazione dei primi dati, quello della comunicazione appare come un settore estremamente vivace, in continua espansione, a cui occorre guardare con attenzione e su cui ci sarebbe bisogno di un vero e proprio piano regolatore.

L’industria della comunicazione deve essere vista come una prospettiva strategica del sistema, deve essere osservata con pazienza, in modo sistematico, con sovrapposizioni con il passato, anche per approfondire la conoscenza delle attività economiche che la compongono e le caratteristiche di funzionamento delle società che vi operano.

Per il consigliere del Corecom Vincenzo Caciulli: “Occorre trattare il settore della comunicazione come un vero e proprio settore industriale che ha bisogno di essere sostenuto soprattutto in virtù della sua strategicità per il futuro dell'economia tutta. Sarebbe un errore considerarlo un di più del quale in tempo di crisi si può fare a meno”. “Gli analisti economici - ha concluso Caciulli - individuano nella società dell'informazione e della conoscenza la chiave di volta per un nuovo sviluppo”. (f.cio)

Redazione Nove da Firenze