Enrico Rossi: ''Come si può morire in un sottopasso?''

Il riferimento è al drammatico fatto di cronaca verificatosi a Prato a seguito della forte pioggia che ha travolto delle cittadine cinesi in un sottopasso. "I tagli previsti non prevedono simili fenomeni e rischiamo di essere impreparati".

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 ottobre 2010 16:42
Enrico Rossi: ''Come si può morire in un sottopasso?''

Il riferimento dell'intervento del presidente della Regione, Enrico Rossi, è al tragico evento di cronaca verificatosi a Prato dove tre donne di nazionalità cinese sono state vittime dell'allagamento di un sottopassaggio a causa delle forti piogge. Attorno alle 5 di mattina le tre donne stavano andando al lavoro, quando il sottopassaggio che stavano attraversando è finito sott'acqua. Inutile il tentativo da parte di una di loro di mettersi in salvo. In tutta la provincia di Prato si e' abbattuta una ecccezionale ondata di maltempo e i Vigili del Fuoco hanno eseguito in totale circa 200 interventi di soccorso. "La prima domanda da porsi è: Come si può morire in un sottopasso?.

Penso si aprirà un'inchiesta e cercheremo di capire cosa è accaduto. Al di là del fatto drammatico dobbiamo prendere atto che esiste una distanza abissale tra cambiamenti climatici, temporali sempre più frequenti e piani nazionali che non pensano a questo. I tagli previsti per l'ambiente non tengono conto di interventi di questo tipo. Noi nell'anno passato abbiamo messo a Bilancio un investimento di 60milioni di euro - spiega il governatore della Toscana - ma sono ben poca cosa, servirebbero bacini di contenimento, un piano per le acque, ma se noi siamo distanti, la distanza del Governo è abissale.

una grande sfida del futuro dove occorrerebbero investimenti importanti. Si verificano ultimamente eventi mai affrontati, dove troviamo danni alle abitazioni, ma non solo anche danni alle famiglie, fino ai morti. Si sta discutendo la manovra Finanziaria sarebbe bene anche discutere dei metodi per recuperare i fondi dall'evasione, dai patrimoni che ritornano dall'estero dove ora si paga solo il 5%. Occorre un piano nazionale - conclude Rossi - che si interessi del monitoraggio di simili eventi, di attenzione in caso di precipitazioni ed esondazioni e di contenimento e recupero delle acque nei mesi di siccità" AL

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