Export Toscana: 7 distretti su 12 col segno più

Con i dati dei primi mesi dell’anno si conferma così il migliore stato di salute dei distretti toscani, che si è evidenziato, pur in un quadro negativo, in una migliore tenuta nel corso del 2009.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 luglio 2010 16:21
Export Toscana: 7 distretti su 12 col segno più

Nel primo trimestre del 2010, le esportazioni dei distretti toscani hanno ripreso slancio, sperimentando una crescita significativa (+10,3%), superiore sia al manifatturiero italiano (+7,2%) sia, soprattutto, alla media dei distretti italiani (-0,7%). Con i dati dei primi mesi dell’anno si conferma così il migliore stato di salute dei distretti toscani, che si è evidenziato, pur in un quadro negativo, in una migliore tenuta nel corso del 2009. La buona performance dei distretti toscani rispetto alla media distrettuale nazionale è spiegabile, innanzitutto, alla luce della rilevanza che rivestono in Toscana alcune lavorazioni a monte delle filiere (filati, tessuti, concia) che per prime hanno beneficiato della ripresa del commercio mondiale, trainate dai segnali di risveglio di alcuni mercati finali.

Le esportazioni di concia da Santa Croce sono aumentate del 36.6% e quelle di filati di Prato del 31%, con un impatto significativo sul risultato complessivo dei due distretti. A questo si aggiunge il ruolo giocato dagli incrementi di prezzo registrati in alcune commodity, come ad esempio i preziosi, che hanno sostenuto anche a livello nazionale le esportazioni di oreficeria, particolarmente rilevanti per l’export dei distretti toscani. Il miglioramento rispetto alle performance del 2009 non è tuttavia diffuso: tra i 12 distretti toscani monitorati, cinque (abbigliamento di Empoli, cartario di Capannori, marmo di Carrara, mobili di Poggibonsi-Sinalunga, ceramica di Sesto Fiorentino) sono rimasti in territorio negativo, registrando tuttavia un rallentamento della caduta rispetto al 2009.

Anche all’interno dei distretti che hanno visto un netto miglioramento delle esportazioni rimangono situazioni di debolezza, evidenziate anche dall’elevato numero di ore di Cassa Integrazione Guadagni, in particolare quella straordinaria ed in deroga, sottolineando le difficoltà in particolare della fascia di imprese di minori dimensioni. Occorrerà capire, nei prossimi mesi, quanto il risveglio delle vendite sperimentato per alcune lavorazioni e in alcuni mercati si possano consolidare e diffondere maggiormente, facendo da traino a una ripresa delle vendite più generalizzata sui mercati esteri che appare, in un contesto di domanda interna debole come quello atteso nei prossimi mesi, una strada obbligata per evitare una contrazione della base manifatturiera regionale.

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