Lutto nel mondo dell'arte: è scomparso Gianni Bertini

Un grande sperimentatore del linguaggio della pittura con risultati così eccellenti che gli sono valsi un posto di primo piano nella storia dell'arte della seconda metà del secolo appena trascorso.


Gianni Bertini è stato uno dei grandi artisti italiani che si sono affermati in Europa a partire dalla fine della seconda guerra mondiale. Nell'arco di vent'anni ha segnato, con le sue opere, alcuni dei momenti più importanti e significativi, tanto da essere riconosciuto anticipatore del linguaggio della Pop art a livello internazionale, protagonista del primo periodo dell'arte nucleare e Informale, figura di assoluto rilievo della Nuova figurazione, fondatore della Mec Art.

Nato a Pisa il 31 agosto 1922, Gianni Bertini cominciò fin da giovanissimo a dipingere e dopo essersi laureato in matematica, espose per la prima volta nel 1946 in una galleria della sua città, dove le sue opere si collocavano, come per altri artisti della sua generazione, in ambito espressionista e post cubista. Dopo aver ottenuto nel 1947 un riconoscimento ufficiale nell'ambito del Premio Pisa, l'artista conduce la sua ricerca in ambito astratto e muovendosi da Pisa partecipa a Livorno alle iniziative di Mario Nigro e Nando Chavier, mentre organizza a Firenze con Lardera, Vinicio Berti, Gualtiero Nativi e Alvaro Monnini manifestazioni d'avanguardia.

A Roma con Turcato, Perilli, Guerrini, Corpora e Consagra, “eretici” firmatari del manifesto “Forma 1”, partecipa alle accese discussioni che si svolgono al caffè Rosati.

Nel 1949 viene inaugurata, alla galleria La Strozzina di Firenze, l'esposizione internazionale “Arte d'Oggi”. In questa importante mostra, alla quale partecipano fra gli altri Afro, Cagli, Fontana, Morlotti, Munari, Soldati e Veronesi accanto a Deyrolle, Messagier, Mortensen, Poliakoff e Vasarely, Bertini espone le opere del suo primo ciclo, i Gridi, facendo uso di lettere stampigliate e cifre. Questi straordinari lavori, non ascrivibili ad alcuna tendenza estetica del momento, anticipano inconfutabilmente i motivi stilistici che, dieci anni dopo, caratterizzeranno artisti della pop-art americana quali Robert Indiana, Jasper Johns e Robert Rauschenberg.

Da quel momento la carriera di Bertini ha incontrato importanti riconoscimenti internazionali,con partecipazioni alla Biennale di Venezia e lunghi soggiorni a Parigi e a Milano. Bertini ha esposto negli Stati Uniti , Stoccolma, Amsterdam, Bruxelles.

Gianni Bertini è stato un artista che, pur stimato e apprezzato in Italia, ha avuto forse maggiori riconoscimenti dalla critica internazionale.

Con Bertini scompare uno degli ultimi esponenti della, cosiddetta, generazione degli anni Venti, quella generazione che nel secondo dopoguerra ha dato un importante contributo a sprovincializzare l'arte italiana e a collocare le ricerche più innovative del nostro paese nella considerazione della critica europea.

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Redazione Nove da Firenze