Giovani artisti interpretano il feltro per denunciare il degrado ambientale

Denuncia, Interrogativi, Soluzioni e Fiducia sono infatti le chiavi di lettura che accompagneranno il visitatore attraverso le quattro aree tematiche che compongono l'allestimento della mostra.


MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO — Dare voce ad una coscienza collettiva sempre più attenta alle problematiche ambientali e sociali del pianeta.
Questo è l'obiettivo di The Climate is Changing, la mostra di arte tessile contemporanea in feltro che il Museo del Tessuto ospiterà da venerdì 7 maggio fino al 7 luglio 2010.

La mostra è organizzata dalla International Feltmakers Association, la Filz NetzWerk e V e il Coordinamento Tessitori, in collaborazione con la Fondazione Museo del Tessuto e il Comune di Prato e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato e Cariprato e sotto il patrocinio della Provincia di Prato, Comune di Cantagallo, Comune di Vaiano, Comune di Vernio.

L'esposizione è il risultato di una lunga selezione ad opera di una giuria internazionale che lo scorso novembre ha individuato in una rosa di 180 lavori, cinquanta opere fra suggestive installazioni, piccole sculture tessili, opere di grande formato o mixed media capaci di denunciare degrado ed indifferenze, porre interrogativi etico-sociali, esprimere fiducia nel potere rigenerativo della natura ed evocare soluzioni a carico del genere umano.

Denuncia, Interrogativi, Soluzioni e Fiducia sono infatti le chiavi di lettura che accompagneranno il visitatore attraverso le quattro aree tematiche che compongono l'allestimento della mostra e che rappresentano un percorso ideale dalla presa di coscienza del presente fino alla visione futura di una positiva soluzione comune.

Materia prima con cui gli artisti esprimono la propria creatività è dunque il feltro, materia duttile e versatile, spesso utilizzato insieme ad altri materiali - dal ferro, alla seta, alla carta - e declinato in molteplici forme, come lo stravagante elmetto post apocalittico dell'australiana Anita Larkin, o la stratificazione verticale delle sue differenti textures come quella realizzata dall'inglese Liz Clay che sottolinea le potenzialità e la durevolezza di questo materiale naturale al 100%, oppure ancora come supporto inedito su cui lasciare un messaggio di speranza come nell'opera di Dorie Van Dijk dall'Olanda.

Realizzate da artisti provenienti da Europa, Nord America, Australia e Nuova Zelanda, le opere sono state selezionate dalla giuria composta dalla conservatrice del Museo del Tessuto, Daniela Degl'Innocenti, dalle artiste tessili Lydia Predominato, Beate Bossert, Annie Sherburne e dalla giornalista Beatrijs Sterk nell'ambito del progetto Feltrosa di cui la mostra The Climate is Changing rappresenta il punto di forza dell'edizione 2010.

Frutto di un lavoro sinergico delle tre associazioni europee che hanno ideato la mostra-concorso, Feltrosa è una manifestazione di respiro europeo giunta alla quinta edizione che riunisce addetti ed appassionati dell'arte del feltro e che ha l'obbiettivo di favorire lo scambio di esperienze, rinnovare ispirazioni creative e presentare al pubblico gli esiti delle nuove conoscenze artistiche applicate all'utilizzo del feltro, materiale poco conosciuto, ma ricco di antichi riferimenti storico culturali che in poco più di una decina d'anni vanta una comunità sempre più ampia di artigiani, artisti e appassionati.

Per questa V edizione è stato scelto il Museo del Tessuto di Prato come sede ideale per Feltrosa 2010 che dal 7 al 9 maggio animerà le sale del museo con incontri, conferenze e laboratori per poi diramarsi anche in altre sedi della provincia di Prato con appuntamenti fino al 12 maggio.
Il Museo del Tessuto nel presentare al pubblico opere tessili contemporanee conferma così il desiderio di presentarsi come luogo dinamico e vivo in grado di conservare la memoria storica della tradizione tessile, ma anche di dialogare attivamente con le più nuove forme di espressività, soprattutto alla luce del fatto che le pulsioni creative che l'arte tessile contemporanea emana possono inoltre fornire interessanti stimoli all'innovazione e alla ricerca di processi e materiali molto significativi anche per il design e la produzione industriale.

Nella foto: Anna Maria Atturo - Italia - Mani senza acqua
"Ho realizzato questo feltro in lana italiana autoctona con inserimento di fibra grezza di ginestra. Finito il feltro sono intervenuta su di esso con tecniche del ricamo e interventi realizzati in tecnica personale. Questo lavoro dal titolo Mani senza acqua propone una riflessione sul tema della desertificazione e sui bisogni fondamentali dell'uomo nelle zone aride".

Redazione Nove da Firenze