Emergency: Berlusconi scrive a Karzai

La vicenda dell'arresto in Afghanistan dei tre italiani collaboratori dell'associazione di volontariato


ESTERI — La ong Emergency ha designato l'avvocato Afzal Nooristani, come difensore dei tre italiani fermati sabato nell'ospedale. Dopo il passo indietro del portavoce della provincia di Helmand in relazione alla confessione dei tre, l'inviato della Farnesina, in arrivo a Kabul, consegnerà una lettera del premier italiano insieme a un messaggio di Frattini, che spiega così la posizione del Governo : "Non possiamo fare noi il processo" ai tre italiani di Emergency arrestati in Afghanistan "ma dobbiamo seguire le attivita' investigative". L'ingarbugliata operazione messa in atto ai danni degli operatori di Emergency ha coinciso però in maniera inquietante con l'ennesima strage di innocenti

Sono circa 80 i professionisti internazionali di Emergency, al lavoro per curare le vittime delle guerre. Emergency offre assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Emergency si dichiara neutrale rispetto alle parti in causa di qualsiasi conflitto: secondo la sua filosofia tutti hanno diritto a cure qualificate.

“Espropriare l’ospedale italiano di Emergency a Laskar Gah mi indigna come cittadina e come medico. Le autorità afghane, così, privano un’intera regione di una qualificata ed efficiente assistenza sanitaria e condannano a morte certa centinaia di innocenti, in maggioranza bambini, che hanno solo la colpa di vivere sul campo di una battaglia, che diventa ogni giorno più sporca. Tutti gli operatori sanitari italiani, in questo momento, attendono che il Governo italiano abbia l’orgoglio per riaffermare il principio fondamentale alla difesa della vita umana, calpestato dai servizi segreti di uno Stato che non rispetta l’Italia neppure come alleato militare”. Con queste parole Cristina Scaletti, assessore all'ambiente del comune di Firenze e neo eletta nel Consiglio Regionale per Italia dei Valori, ha espresso l’indignazione per la vicenda che ha portato prima all’arresto di tre operatori sanitari e poi all’abbandono dell’ospedale di Emergency in Afghanistan. “Sabato 17 aprile sarò a Roma al fianco di Gino Strada, in rappresentanza di Italia dei Valori della Toscana, anche per riaffermare il giuramento di Ippocrate, che nessun Governo può far venire meno”. “Il Ministro degli Esteri Frattini – ha dichiarato Cristina Scaletti - se non vuole che l’Italia perda di rispetto nell’alleanza che conduce la guerra in Afghanista, deve garantire due cose: la riconsegna ad Emergency dell’ospedale di Laskar Gah e la liberazione dei nostri tre connazionali, in quanto è insensato accusare di terrorismo tre sanitari italiani che hanno curato decine di migliaia di afghani, compreso i soldati governativi”.

Redazione Nove da Firenze