Morta una donna per shock emorragico

Questa mattina alle ore 9:50 è morta a causa di uno shock emorragico da coaugulazione intravascolare disseminata (CID) seguita da distacco di placenta Erika Organni (33 anni).


OSPEDALE DI LIVORNO — Questa mattina alle ore 9:50 è morta a causa di uno shock emorragico da coaugulazione intravascolare disseminata (CID) seguita da distacco di placenta Erika Organni (33 anni).
La signora, in stato interessante alla 32° settimana, aveva chiesto il ricovero ieri, venerdì 8 gennaio, presentandosi alle ore 17:30 al reparto di Ostetricia e ginecologia su consiglio del proprio ginecologo per minaccia di parto prematuro.

Rilevata immediatamente la condizione della signora è stata prescritta una terapia tocolitica per la riduzione delle contrazioni dell’utero e veniva eseguita una profilassi respiratoria per facilitare l’ossigenazione del feto. Il monitoraggio cardiotocografico inizialmente eseguito ha rilevato la presenza di battito cardiaco fetale e di contrazioni uterine frequenti. Alle 18:50, ancora sotto monitoraggio, la signora ha avuto una discreta perdita ematica vaginale improvvisa, a seguito della quale è stata richiesta un’immediata ecografia di controllo. Alle 19 l’ecografia ha rilevato da subito l’assenza di battito cardiaco fetale che ha portato inequivocabilmente i clinici a fare diagnosi di “morte fetale intrauterina”. Per l’asportazione del feto morto si è proceduto ad intervenire con taglio cesareo in urgenza.

Durante l’intervento la perdita di sangue è stata superiore al normale inducendo a chiamare il medico reperibile e i colleghi chirurghi generali. E’ quindi stata rilevata la CID (coagulazione intravascolare disseminata), una patologia caratterizzata da gravi alterazioni dei parametri della coagulazione per la quale la gravidanza può costituire una condizione predisponente e che si presenta durante lo stato gravidico, con una frequenza valutata da 1/500 a 1/1000 parti. Persistendo una forte emorragia si è deciso di eseguire un’isterectomia (asportazione dell’utero) a scopo emostatico. Durante questo intervento la paziente ha continuato ad avere cospicue perdite ematiche ed è stata ripetutamente trasfusa con numerose sacche di sangue. Nonostante l’infusione massiva di tali sostanze (emazie concentrate, plasma fresco e plasma expanders) le condizioni cliniche della paziente sono rimaste gravissime.

Alla fine dell’intervento la paziente è stata trasferita in Terapia Intensiva per il proseguimento delle cure e per uno stretto monitoraggio clinico dei parametri vitali. Nonostante tutte le terapie del caso e le ulteriori trasfusioni ematiche, la paziente è morta ore 9:50 di stamani.

Per il feto e la placenta è stato disposto un riscontro diagnostico che sarà effettuato a Pisa e che presumibilmente entro le prossime due settimane potrà chiarire ulteriormente la causa del decesso. La famiglia ha chiesto di non procedere allo stesso accertamento sul corpo della signora Organni.

Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze per quanto accaduto da parte dell’Azienda USL 6 di Livorno.

Redazione Nove da Firenze