Autovelox, a Firenze la battaglia continua

Dopo chiusura dell'apparecchio di viale Etruria a seguito della sentenza della Cassazione, Donvito (Aduc) chiede che il Comune proceda oltre: "Occorre spegnere tutti gli autovelox dei viali fiorentini, non ci possono stare. Vanno trovati nuovi modi per dissuadere gli automobilisti"


Firenze, 27 giugno 2019. "La Cassazione ha sentenziato come illegittimo l’autovelox installato a Firenze in viale Etruria (uscita città), con una pronuncia che, attesa da diversi anni, ha fatto “piazza pulita” dal punto di vista giurisprudenziale su una contesa che va avanti dal 2010 e che, con sentenze quasi sempre favorevoli ai ricorrenti (migliaia e migliaia in questi anni), è diventato uno dei tormentoni delle discutibili politiche amministrative di Palazzo Vecchio incentrate sul “far cassa”. Le motivazioni addotte dalla Cassazione, valide ovviamente per lo specifico autovelox di cui la sentenza si occupa (viale Etruria, uscita città), a nostro avviso sono valide anche per tutti gli autovelox installati negli altri viali fiorentini (viale Etruria ingresso città, viale Gramsci, viale Matteotti e viale Lavagnini): i deficit e le violazioni normative rilevate dai giudici della Cassazione si ritrovano identici anche nelle installazioni su questi altri viali". Lo sottolinea Vincenzo Donvito, presidente Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) Firenze, che prosegue: "Al momento, in Comune non hanno diramato nessun commento in merito… e comprendiamo il loro disagio… ma siccome siamo sempre dei convinti legalitari, continuiamo a spronarli perché prendano atto della nuova conferma giurisprudenziale in merito e agiscano di conseguenza: spegnere tutti gli autovelox dei viali fiorentini. E, siccome la sicurezza stradale interessa a noi quanto a loro, rivedere in modo radicale le politiche di dissuasione, contenimento e sanzionamento per chi non rispetta le norme del codice della strada. Il rispetto delle norme deve essere la prerogativa principale dell’autorità, a maggior ragione quando si pone come controparte nei confronti di coloro che non rispettano le stesse… e se pensiamo che è proprio il Comune di Firenze che si è fatto promotore per nuove norme di insegnamento dell’educazione civica a scuola, ci stupisce il fatto che fino ad oggi abbiano scelto di doversi far sentenziare in questo modo netto e preciso per desistere da questa loro ingrata iniziativa degli autovelox per 'far cassa'", sottolinea Donvito.

Il presidente di Aduc riprende: "Ma sembra (anche grazie ad alcuni nostri rilevamenti) che l’autovelox di viale Etruria (uscita città) lo abbiano già spento. Bene. In attesa di una comunicazione ufficiale:
a – continuiamo a chiedere che il Comune, comunicando ufficialmente questa decisione, inviti i multati (anche con comunicazione ai singoli domicili), di presentare istanza di annullamento in autotutela dei verbali già emessi e i cui termini per il ricorso (60 giorni dalla notifica) non siano scaduti: in autotutela significa che il multato va dai vigili e questi ultimi annullano il tutto senza dover ricorrere a giudice o prefetto.
b – ci aspettiamo che il Comune prenda altrettanta decisione per tutti gli altri autovelox dei viali fiorentini
c – siccome gli autovelox fissi in questi viali non ci possono stare, anche se nel frattempo potrebbero essere usati quelli con pattuglie mobili, e considerato che al momento sarà difficile che la situazione infrastrutturale dei viali sia modificata per consentire l’installazione di autovelox fissi in rispetto delle norme del codice della strada… auspichiamo a breve nuove politiche per impedire le violazioni dei limiti di velocità, tipo i dissuasori che con cartelli comunicano agli automobilisti la velocità con cui viaggiano, differenziando i colori delle scritte rispetto al rientro o meno nei limiti consentiti. Stiamo solo chiedendo gesti e atti di civiltà giuridica ed amministrativa", conclude Donvito.

Redazione Nove da Firenze