Aspettative 2026: incerti, o pessimisti gli artigiani toscani

Guidi (Artex): “La sfida non più rinviabile è innovare senza perdere autenticità e identità”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
31 Gennaio 2026 13:24
Aspettative 2026: incerti, o pessimisti gli artigiani toscani

Firenze, 31 gennaio 2026- Il 56,5% non è in grado di formulare una previsione su quelle che saranno le prospettive per l’anno 2026, il 28,8 dà un giudizio negativo e solo il 14,7% ha una visione positiva. Tutto ciò, probabilmente legato al fatto che la Toscana è la regione italiana con la maggiore propensione all’export, il 43,9%. È questo il quadro che emerge nella nostra regione dall’indagine sulle aspettative per il 2026 realizzata dall’Area Studi e Ricerche di CNA su un campione di associati.

La Toscana si schiera sicuramente tra quelle regioni dove l’incertezza prevale nettamente, avvicinandosi alla media nazionale posizionata al 58,4% (i più incerti sono i piemontesi con oltre il 66%). A rafforzare il quadro la significativa percentuale di imprenditori che danno un giudizio negativo riguardo alle aspettative future che sono il 28,8% superando il valore medio italiano posizionato al 26,1%. Sotto la media stanno invece gli imprenditori toscani ottimisti che sono il 14,7% degli interpellati a fronte di un valore nazionale al 15,5%.

A soffrire maggiormente l’incertezza, analizzando i dati nazionali complessivi, sono quelle regioni con una maggiore propensione all’export e tra queste la Toscana gode del primo posto con il 43,9% a fronte di una percentuale media del 28,3%, seconda è l’Emilia Romagna con il 42,1% terza il Veneto con il 39,8 (calcolati su dati Istat come incidenza percentuale delle esportazioni sul Pil).

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“Un’incertezza profonda che non permette di fare previsioni né a breve, né a lungo termine, ne avevamo già la sensazione parlando con i nostri associati, adesso è arrivata la conferma, grazie alla ricerca del nostro prezioso centro studi – Afferma il Presidente di CNA Toscana Luca Tonini -. Il pessimismo e l’incertezza in Toscana sono direttamente legati alla propensione all’export della nostra regione che è la più alta del territorio italiano. La complessità dello scenario internazionale per noi è determinante. Tra dazi veri o presunti, guerre, aumento dei costi di energia e materie prime, noi toscani siamo penalizzati più di altri”.

L’artigianato artistico europeo si trova oggi davanti a una sfida cruciale: innovare senza perdere autenticità e identità”. A dirlo è stata Elisa Guidi, coordinatrice di Artex (Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana), chiamata a discutere i temi della trasformazione organizzativa e della resilienza del settore a Craftour, il progetto che il 29 e 30 gennaio ha riunito ad Anversa e a Bruxelles istituzioni, università, ricercatori e operatori del settore artigiano per riflettere sul ruolo dei mestieri artistici nell’economia e nella cultura europea.

"Portare questi temi all’interno del Parlamento europeo è un passaggio fondamentale - ha aggiunto Guidi - significa riconoscere all’artigianato non solo un valore culturale, ma un ruolo attivo nell'economia e nelle politiche europee per l’innovazione, la formazione e la coesione territoriale".

All’iniziativa Artex ha partecipato in qualità di partner di Tracks4Crafts (Horizon Europe 2023–2027) progetto inserito nel più ampio ecosistema Craftour, nato per rafforzare la competitività e la resilienza dell’artigianato artistico attraverso ricerca, formazione e cooperazione internazionale.

“Parlare di sostenibilità e nuovi modelli di business – ha concluso Guidi - significa affrontare anche le difficoltà concrete delle imprese, dalla trasmissione delle competenze all’adozione di pratiche realmente compatibili con le dimensioni delle micro e piccole realtà artigiane".

Il 29 gennaio, all’Università di Anversa e in collegamento online, si è svolta la conferenza scientifica dedicata all’evoluzione del concetto di craft, all’impatto delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sulla trasmissione delle competenze, e ai modelli economici sostenibili per le imprese artigiane. Un’intera giornata di tavole rotonde, keynote e presentazioni di ricerca, affiancata da una mostra di poster, fotografie e film dedicati ai mestieri artigiani.

Il confronto è proseguito il 30 gennaio a Bruxelles, con la conferenza generale ospitata al Parlamento europeo, costruita a partire dalle raccomandazioni politiche di Craftour e dal dialogo avviato con la Commissione europea. L’incontro ha messo in relazione l’artigianato con altri settori strategici, dalla moda al design, dal turismo alla tutela del patrimonio, evidenziandone l’impatto su sviluppo economico, occupazione, identità territoriale e sostenibilità.

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