Anpi e PD di Prato: sedi imbrattate con svastiche, scritte nazifasciste e minacce

Enrico Rossi: "Chiedo che venga vietata qualsiasi celebrazione del centenario del fascismo"


Il presidente della Regione, Enrico Rossi, interviene dopo che nella notte le sedi pratesi dell'Anpi e del PD sono state imbrattate da svastiche e scritte minacciose: "Esprimo tutta la mia solidarietà e quella dell'intera Regione Toscana all'Anpi di Prato e al PD pratese, le cui sedi nella notte sono state imbrattate da scritte nazifasciste e frasi minacciose. C'era da aspettarselo. La destra eversiva si sta preparando nel peggiore dei modi all'appuntamento di sabato 23, rispetto al quale è urgente prendere una decisione che vada nella direzione di vietare ogni apologia del fascismo, ogni rievocazione nostalgica, ogni provocazione nei confronti di una città democratica. Ha ragione la curia pratese quando afferma che la città e la sua storia non possono tollerare chi si definisce fascista, xenofobo, sovranista, razzista, violento. Cosa altro deve accadere affinché la ragione di uno Stato nato dall'unione delle forze democratiche e antifasciste e fondato sui valori della libertà, prevalga e si affermi senza se e senza ma? Come ho già avuto modo di dire, chiedo che venga vietata qualsiasi celebrazione del centenario del fascismo. L'Italia dovrebbe fare una volta per tutte i conti con il suo passato. È necessario vietare l'uso e la diffusione di tutti i simboli legati al fascismo e al nazismo, sciogliendo quelle organizzazioni e quei gruppi che si richiamano a quelle tragiche ideologie".

“E’ vergognoso quanto abbiamo visto a Prato, alla sede dell’Anpi, dove bombolette spray hanno dipinto una svastica nazista e la scritta ‘dux’”. Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale, parla di “delinquenza e devastazione”, condanna l’accaduto e mette in guardia la città: “Se questo deve essere l’ingrediente della manifestazione preannunciata per il 23 marzo, faccio appello a tutti quelli che hanno voce in capitolo perché non venga autorizzata una chiara apologia del fascismo”.
Il presidente richiama i ‘tratti’ della Toscana, la sua “autenticità, quello che abbiamo vissuto e subìto”. “La Toscana – afferma Giani – è antifascista e crede nella prospettiva di insegnare bene ai giovani che cosa ci ha lasciato la storia: una dittatura che ha portato il paese alla devastazione e all’autoritarismo e che ci ha condotto a una guerra con esiti infausti ed è costata milioni di morti”. Non si possono “trasgredire gli obiettivi di condanna dell’apologia del fascismo che ci siamo dati con la Costituzione e il diritto penale”, continua il presidente. Quanto accaduto a Prato deve essere “un monito per tutti e un motivo fondante per impedire la manifestazione che si preannuncia per il 23”; e anche “una lezione a ciascuno, perché le nuove generazioni non cadano nel negazionismo e nell’apologia di chi ci ha portato al nazifascismo, che ha poi condotto alla II guerra mondiale”.

Redazione Nove da Firenze