Analisi tecnica: Fiorentina, quanta forza questo gruppo

Immagine concessa da violachannel.tv
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A San Siro Milan-Fiorentina finisce 1-3. Partita preparata bene da Montella. Interpretazione attiva e attenta quella dell’undici viola


La difesa a 5 funziona. Il pressing viene effettuato uomo su uomo, ma ciò che garantisce alla Fiorentina di restare corta, quadrata sono le marcature dei difensori.

Infatti Milenkovic e Caceres braccano instancabili Suso e Leao. Entrambi obbligati ad arretrare per ottenere palloni giocabili. Pressione estrema coi fluidicanti Dalbert e Lirola che opprimono i terzini rossoneri. Centrocampo stretto, denso.

Chiesa e Ribery non si scollano l’uno dall’altro. Zona laterale destra o sinistra, durante la fase offensiva uno punta la porta assieme alla mezz’ala e l’altro punta l’avversario. Qui si plasma una linea di 4/5 attaccanti con duo mediano al seguito. Forse per gestire meglio il possesso palla. Oppure certe volte rimangono assieme sulla fascia. Pulgar e Castrovilli diventano le punte del 3-1-6, mentre il terzino ha libertà d’inserimento nello svolgersi delle triangolazioni.

Tale sistema ha le proprie basi sull’occupazione degli spazi e sul formare superiorità numerica in zona palla.

I gigliati avevano migliore freschezza mentale. Invece il Milan era statico e la mente dei suoi calciatori appariva lenta nell’elaborazione del pensiero calcistico voluto da Giampaolo.

Ecco cos’ha favorito la netta differenza tra le due squadre.

Montella sta forgiando un bel gruppo che si rafforza sempre più col tempo.

Adesso testa al prossimo match.

Manuel Cordero