Rubrica — Agroalimentare

Alta qualità del grano e prezzi minimi: il “Granaio Siena” rischia di esplodere

Incontro organizzato ieri a Pulcianese da Coldiretti Siena tra l'Onorevole Susanna Cenni e i cerealicoltori senesi


È stata un’ottima annata e il prodotto raccolto quest’anno è di altissima qualità, il grano e i cereali senesi esordiscono così in questo agosto 2019 a pochi giorni dalla fine della trebbiatura, l’unico grande problema è il prezzo. Un costo che grava sempre più sugli agricoltori e che difficilmente riesce a superare i venti euro al quintale per il grano. In questo modo il “Granaio Siena” rischia di trasformarsi in una vera e propria polveriera.

I cerealicoltori senesi, insieme al presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi e al direttore di Coldiretti Siena Simone Solfanelli, si sono incontrati ieri nella cornice informale dell’agriturismo di Pulcianese con l’Onorevole Susanna Cenni, parlamentare e Vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento, grazie a un “tavolo di confronto” organizzato da Coldiretti Siena. Durante l’incontro si sono discussi i temi più urgenti che l’agricoltura deve risolvere per ottenere il riconoscimento della qualità del prodotto Made in Italy e della sua filiera, e per la sopravvivenza di tante colture di cereali ormai a rischio dismissione e abbandono.

In uno scenario nazionale dove solo pochi giorni fa è arrivata la notizia che, dopo l’entrata in vigore del CETA, il trattato di libero scambio tra l’UE e il Canada, in Italia nel solo 2019 sono aumentate di ben sette volte le quantità di grano importato dal paese nordamericano, è urgente investire in ambiti quali etichettatura, tracciabilità e la costruzione di una vera e propria filiera che dia valore al prodotto italiano. Ormai sono giorni che al porto di Pozzallo in Sicilia è ferma la nave Ocean Castle, battente bandiera maltese, con a bordo un carico di ben 19 milioni di chili di grano canadese, pronto ad entrare in Italia e arrivare sulle nostre tavole. Ora più che mai diviene urgente e necessario investire nella filiera italiana del grano e dei cereali, mettendo in stretta collaborazione chi produce con chi macina e poi trasforma i cereali e il grano in prodotti da forno o in pasta.

“Credo che quello dei prezzi sia oggi un tema strategico del mondo agricolo - ha affermato l’Onorevole Cenni durante l’incontro - qualcosa abbiamo provato a fare, recentemente è stata approvata anche una legge, di cui sono stata prima firmataria, che vieta le aste e quindi vigila su comportamenti che in questi anni hanno visto imporre in maniera unilaterale da parte della grande distribuzione all’agricoltore prezzi molto bassi. Dobbiamo vigilare affinché i prezzi mantengano livelli che siano remunerativi per il produttore e riconoscano sia il grande lavoro che c’è dietro e la salvaguardia del territorio che ne deriva. Questo credo che in parte lo abbiamo fatto con norme già approvate, ma possiamo ancora migliorare magari guardando anche alle esperienze di altri paesi europei.”

“Io penso che gli scambi commerciali, e i contenuti degli scambi commerciali debbano vedere un impegno del nostro paese, ma devono vedere anche un paese che non si isola - ha continuato l’Onorevole Cenni parlando del CETA e degli accordi internazionali - e che quindi costruisce alleanze con gli altri paesi europei, e non mi pare che in questo momento il nostro paese stia facendo esattamente questo. Quindi è un invito che io faccio al governo, un invito a provare a contare di più in Europa, ma per contare di più a livello europeo bisogna parlare di più con gli altri paesi del continente.”

Per difendere il territorio è necessario trovare delle soluzioni, e condizioni, affinché l’agricoltura continui a essere esercitata, per evitare l’abbandono di intere aree - cosa tra l’altro che sta già accadendo anche in alcune zone della provincia di Siena - e gli agricoltori ne traggano il giusto reddito.

“Siamo alla vigilia della nuova programmazione europea - ha concluso l’Onorevole Susanna Cenni - e quindi mi auguro che la nuova Pac e il nuovo piano di sviluppo rurale della Toscana mettano in campo una serie di misure che difendano la qualità, la costruzione delle filiere e consentano un’etichettatura efficace e in grado di raccontare al consumatore cosa c’è in quel prodotto che lui acquista.”

”Noi abbiamo fatto una riflessione oggi che ha spaziato su diverse tematiche - ha dichiarato Fabrizio Filippi a margine dell’incontro - sulla campagna cerealicola appena conclusa, del suo risultato positivo sia in termini qualitativi che quantitativi, ma che sconta purtroppo aspetti negativi da un punto di vista commerciale, perché il prezzo è rimasto invariato, al di sotto dei prezzi di produzione.”

“Quello a cui oggi noi assistiamo in provincia di Siena, e nella nostra regione, è un progressivo abbandono delle aree cerealicole, soprattutto di quelle più marginali - ha proseguito il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi - questo ci preoccupa molto perché va a sconvolgere quello che è stato il nostro assetto, delle nostre campagne, con risvolti che non sono solamente dannosi da un punto di vista economico ma che investono anche la tenuta del suolo, dell’ambiente e del patrimonio della regione Toscana. Noi chiediamo di raggiungere una gestione attenta del territorio, che deve essere sostenibile da un punto di vista economico, in quanto nessuna impresa può lavorare in perdita per più anni consecutivi. Noi ci aspettiamo dalla politica, ma anche dall’opinione pubblica, di incentivare e favorire il consumo dei nostri prodotti, anche attraverso investimenti sulle filiere che hanno un grosso valore sociale e di tenuta del territorio.”

Redazione Nove da Firenze