Alberi viale Cadorna: entro primavera la messa a dimora di nuove piante

La replica del presidente commissione Ambiente Calistri a Forza Italia: “Rimossi per estrema propensione a cedimento”. CasaPound pianta otto alberi finti a Porta al Prato ed espone uno striscione con scritto “Pd: ambientalismo di cartone”


Gli articoli di stampa che in questi giorni hanno risollevato la questione della gestione del verde urbano di Firenze fanno riferimento a episodi distinti, ma collegati al patrimonio delle alberature urbane.

“Forza Italia farebbe bene a evitare di fare allarmismo sugli alberi in città e prima di fare polemica dovrebbe informarsi meglio. Non è pensabile che a ogni operazione del genere qualcuno cerchi di strumentalizzare il lavoro del Comune, creando solo confusione. Noi glielo ripeteremo fino alla noia, questa amministrazione ha a cuore il verde urbano e se ne occupa con il massimo impegno e la più totale attenzione. Gli interventi eseguiti nella giornata di oggi in viale Cadorna riguardano la rimozione di due alberi classificati in classe D – ovvero estrema - di propensione al cedimento, a seguito di una valutazione delle condizioni fitosanitarie e della stabilità da parte di tecnici specializzati. La rimozione delle due piante sarà seguita dalla messa a dimora, entro l'inizio della primavera, di svariati alberi in sostituzione sia di quelli abbattuti oggi che di quelli rimossi in periodi precedenti. Queste sostituzioni erano previste da un provvedimento dirigenziale che prende atto dell'esito delle valutazioni e che dispone l’intervento. Un provvedimento in conformità con quanto previsto dal regolamento comunale sul patrimonio arboreo, che si adotta ogni volta che si devono abbattere piante in classe D e che si trova anche sul sito del Comune. Nessuna volontà di privare i cittadini del verde urbano ma anzi un lavoro atto a tutelare la sicurezza delle persone e a garantire alberature sane” così Leonardo Calistri, consigliere comunale Pd e presidente commissione Ambiente, replicando a Cellai, Somigli e Castelnuovo Tedesco (FI).

Una protesta è stata messa in atto questa mattina dai militanti di CPI Firenze nella zona di Porta al Prato, in riferimento all'inchiesta sui cantieri della Tramvia, che ha visto contestare a nove indagati, tra cui il direttore dei lavori, i reati di frode in pubbliche forniture e la violazione dei regolamenti paesaggistici in zone vincolate.

“Questa inchiesta arriva a dare ragione a ciò che sosteniamo da tempo”, dichiarano in una nota gli esponenti di CasaPound Firenze, “fin dall'inizio dei lavori, l'abbattimento dei tigli e l'innalzamento del muretto dovuto alla sistemazione urbanistica di Porta a Prato, relativa all’incrocio Belfiore/Rosselli, presentava evidenti irregolarità, da noi più volte sottolineate con manifestazioni, volantinaggi e segnalazioni dirette all'amministrazione, che nonostante questo ha lasciato tirare dritto non solo nella cementificazione, ma anche nella ripiantumazione di alberature inidonee, nonostante si trattasse di una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Le eventuali responsabilità penali andranno accertate in sede giudiziaria, ma al di là di esse, ancora una volta, le responsabilità politiche vanno attribuite al Partito Democratico, incapace di controllare anche cose tanto importanti, quanto elementari, come questa.” “In pochi giorni Firenze finisce nuovamente sotto i riflettori, ancora una volta per un'inchiesta, ormai non si contano più i casi di malagestione del territorio finiti in tribunale”, continua la nota, “ qui non c'è un'opera pubblica o società partecipata alla quale non sia stato contestato qualcosa, mentre il Sindaco si sollazza con temi ideologici da nostalgico e risatine sul web.” “L'abbattimento di alberi e la cementificazione è tra i problemi più importanti in città”, conclude la nota, “ questa vicenda ci riporta anche ad un altro tema sul quale insistiamo da sempre: l'eccessiva invasività della tramvia nel contesto urbanistico fiorentino. Ci auguriamo che sempre più cittadini sappiano rendersi conto del modo in cui il Partito Democratico sta distruggendo la nostra città.”

"Nelle tavole di progetto esecutivo contenute nella documentazione presentata per ottenere il nulla osta paesaggistico al progetto risulta evidente come la realizzazione dell’ingombrante muro di recinzione del nuovo parterre riqualificato –si legge in un documento congiunto di Italia Nostra Sezione di Firenze e del Coordinamento Cittadino Tutela Alberi– avrebbe creato problemi in fase esecutiva. Come mai nessuno, nella fase di autorizzazione di quel progetto, si è accorto di ciò e non è intervenuto in fase preventiva? Come mai, in un lavoro che interviene sul tessuto storico della città e in un contesto che dovrebbe essere tutelato nei suoi aspetti storico-artistici e paesaggistici, oltre che ambientali, nessuno dell’Amministrazione comunale e anche dell’Autorità di tutela si è sentito in dovere di andare a fare controlli in fase preventiva ed esecutiva, e come per i pali elettrici di Piazza della Stazione, con il risultato che ci si accorge degli effetti disastrosi solo a cose realizzate? Insomma, come Italia Nostra e come CCTA da anni impegnati nella difesa delle alberature urbane di Firenze non possiamo accettare che chi ha responsabilità di valutazione e approvazione in fase di autorizzazione, poi se la cavi dicendo che la colpa è di altri. La questione, oltre che giudiziaria, è pertanto eminentemente politica e chiama in causa la gestione di un patrimonio di grande valore, come le alberature della città storica. Per questo motivo, Italia Nostra e il CCTA chiedono che questa vicenda sia davvero l’occasione per fare chiarezza su quanto sta avvenendo nella nostra città, con le opere infrastrutturali che da anni si stanno realizzando".

Redazione Nove da Firenze