Affitto a Firenze: per un bilocale servono 750 Euro e 1600 Euro di reddito

Il monitoraggio del Sunia passa anche per le inserzioni immobiliari pubblicate sui Social


Serve un reddito "adeguato". L'affitto di un appartamento è legato alla sua sostenibilità. Da sempre. Ma negli ultimi anni questo aspetto logico ed intuitivo sembra essere sfuggito di mano al mercato.

La Segretaria del Sunia, Laura Grandi, prosegue nella sua opera di monitoraggio e comunicazione dell'andamento del mercato delle locazioni, anche passando attraverso i Social Media.
La battaglia del sindacato sul prezzo degli affitti nel capoluogo toscano passa anche attraverso le inserzioni che offrono una finestra sul mondo reale, un monitoraggio che non esclude l'uso dei Social Media dove anzi oramai si concentrano sia la domanda che l'offerta di alloggi.

Laura Grandi segnala una inserzione nella zona a sud di Firenze - Coverciano, dove un bilocale viene proposto a 750 Euro un valore che non vede nell'inserzione una superficie di riferimento, ma identifica una zona giorno con angolo cottura, una camera da letto, un bagno ed un balcone.
A fare la differenza sul prezzo, in questo caso, potrebbero essere le peculiarità dell'appartamento che viene presentato come semi-arredato con impianti ad alto rendimento energetico. Il prezzo rapportato alla tipologia del bilocale mette in allarme il sindacato.

Ma l'attenzione della Segretaria si sofferma sulla richiesta che riguarda il reddito del potenziale affittuario "Un reddito mensile dimostrabile di almeno 1600 Euro". Il fatto che tra i parametri che identificano il locatario modello vi sia anche il reddito, non è certo nuovo al sindacato che su questo ha recentemente lanciato una crociata.
Il fenomeno della morosità è infatti dilagato a detta del sindacato proprio perché i canoni di affitto sarebbero sproporzionati rispetto agli stipendi medi.

Sbagliano dunque i proprietari a porsi il problema, tentando una autotutela che garantisca loro di trovare un inquilino in grado di sostenere l'affitto? Oppure l'errore è altrove, nel valore generale degli affitti che non subisce una controreazione economica di carattere politico o sociale?

Avere quei 1600 Euro di reddito e non pagare l'affitto caratterizzerebbe una fattispecie di morosità colpevole. Non avere un reddito adeguato per poter provvedere al pagamento dell'affitto rientra, invece, nella morosità incolpevole.
Ma chi può garantire il proprietario dal mantenimento del reddito e del tenore di vita dell'inquilino? Cosa, in realtà, il proprietario vorrebbe leggere in quel "dimostrabile"?
A questi quesiti il Sunia contrappone il buon senso di un mercato contestualizzato che tenga conto della incertezza che caratterizza il momento storico.

Antonio Lenoci