Affitti turistici, nuove regole da marzo: i proprietari dovranno dichiarare tutto

La Toscana risponde per voce dell'assessore Stefano Ciuoffo alle critiche piovute sul nuovo regolamento


 Dal primo marzo i proprietari devono riempire un modulo per dichiarare tutte le caratteristiche dell'immobile, dalla dimensione ai posti letto, dalla destinazione d'uso dei locali alla presenza di lavatrici e lavastoviglie, ed ancora modifiche interne, impiantistica ecc. Si tratta in pratica di un passaggio burocratico necessario a dare vita ad una vetrina pubblica per presentare l'alloggio.
"Chi ha paura?" in breve è questa la replica della Regione Toscana che con il provvedimento intende "stanare" tutti quei proprietari di immobili recuperati al meglio ed arredati al minimo per poter essere immessi sul mercato delle locazioni turistiche.

Confedilizia e Fiap, ovvero le associazioni di categoria dei proprietari di case ed agenti immobiliari, nei giorni scorsi hanno alzato il tiro contro le nuove norme per gli affitti ai turisti decise dalla Toscana.
 "Chi è in regola non deve temere alcunché, dovrà solo spendere dieci minuti in più per compilare un modulo. I nuovi obblighi svantaggiano solo chi si nasconde" replica così l'assessore alle attività produttive e al turismo della Toscana, Stefano Ciuoffo, alle critiche.

  La novità, contestata, sta appunto in una comunicazione che dal primo marzo 2019 i proprietari dovranno fare al Comune per ogni contratto stipulato o se ci saranno modifiche interne o accessorie all'immobile.

Confedilizia e Fiaip hanno accusato la Regione di appesantimento burocratico, spingendosi fino a mettere in dubbio la stessa competenza di poter legiferare in merito. "Le norme – spiega Ciuoffo – vogliono solo fare chiarezza e trasparenza, tutto qui, su un fenomeno che sta diventando di primaria grandezza e per il quale è giusto tutelare il consumatore".

Dal primo marzo infatti anche gli appartamenti di privati che affittano devono comunicare ai fini statistici i dati degli alloggiati, come fanno gli alberghi da anni, e devono compilare una scheda con le caratteristiche dell'immobilie. Esattamente quello che già fino ad adesso si faceva per le civili abitazioni che esercitano ricettività turistica come affittacamere, B&B o case vacanze. Nulla di nuovo o strano dunque.

L'obiettivo è duplice: da un lato monitorare un movimento turistico che oggi in parte sfugge alle statistiche ufficiali e che è necessario invece quantificare per programmare utili politiche pubbliche, dall'altro offrire al turista-consumatore una fotografia comparata delle caratteristiche di dove va a prendere alloggio, grazie ad una database pubblico di tutti gli appartamenti affittati, con informazioni quali la dimensione ad esempio delle camere o possibilità di accesso per disabilità motore.
Il tutto in modo semplice: una sorta di vetrina virtuale, con vantaggi per tutti. "I dati richiesti ai proprietari – cerca di essere ancora più chiaro l'assessore - non servono per vessare chi trae un reddito da un immobile ma per rendere il mercato della locazione turistica extralberghiera trasparente e con tutele per chi affitta e per i consumatori"

"Forse – controbatte - chi si sente infastidito dalle norme è chi non vuole emergere. Avendo l'obbligo di fornire determinati dati incontrovertibili alcuni proprietari di case si renderanno conto di non poter affittare il loro immobile: perché privi di impianti magari certificati e a norma oppure per la destinazione d'uso non adeguata dei locali".

"In realtà - spiega ancora Ciuoffo - non c'è niente di nuovo rispetto a quanto già previsto con la legge del 2016. L'entrata in vigore era prevista all'inizio del 2019 ma abbiamo preferito farla slittare. La compilazione dei documenti in cui inserire le informazioni richiede non più di dieci minuti: se questo è il problema credo che sia stato esasperato. Il nostro impegno - conclude - è dare a tutti le stesse condizioni di mercato, siano albergatori o case in affitto. Ci siamo mossi prima di altri, ma anche il Governo sta per emettere gli stessi provvedimenti. Dunque alla fine non ci sarà nessun svantaggio per la Toscana".

Intanto Federalberghi Firenze con il presidente Bechi plaude al codice identificativo varato dalla Regione “Un altro importante passo in avanti per favorire l’emersione e dettare regole uguali per tutti gli operatori nel settore turistico. Apprezziamo la decisione della Regione - commenta il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi - di assegnare un codice identificativo per ogni locatore che fa affitti turistici, perché è un modo di fare argine al proliferare incontrollato di realtà che sfuggono ai controlli e quindi anche al fisco. E’ lo stesso assessore Ciuoffo a sottolineare come in Toscana sono state calcolate quasi 49 milioni di presenze turistiche per coloro che soggiornano in case e appartamenti di privati non inseriti negli elenchi delle strutture ufficiali. Un numero impressionante. Ben venga dunque il codice con l’obbligo di comunicare i dati degli alloggiati indipendentemente dalla durata dei soggiorni”.

Redazione Nove da Firenze