Aeroporto: da Calenzano Alessio Biagioli invita il Sindaco di Firenze a riaprire i tavoli di discussione

Tanti i Ricorsi al TAR contro il Decreto Ministeriale di VIA 377. Bergamini (FI): "Sinistra spaccata blocca lo sviluppo della Toscana"


Sulla vicenda dell'aeroporto di Peretola è in atto un regolamento dei conti all'interno della sinistra fiorentina e toscana? Lunedì scorso è stato notificato il Ricorso al TAR del Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia. Ma ormai è solo uno dei tanti.

Nardella dice di voler aprire i tavoli di discussione -scrive in una lettera aperta il Sindaco di Calenzano Alessio Biagioli- Mi sembra opportuno, a patto che siano tavoli politici basati sulla sostanza delle cose e non un modo per evitare un giudizio indipendente del TAR, su una procedura forzata che ha mostrato tutti i suoi limiti. Oggi, di fronte ai ricorsi al TAR non siamo più a discutere di opinioni, ma dobbiamo capire se le garanzie che la procedura di VIA prevede sono state rispettate o meno. Ripartiamo dal progetto approvato nel 2003 per l’aeroporto di Firenze: interramento dell’autostrada A11 e messa in sicurezza del Vespucci. Possiamo destinare una buona parte dei soldi pubblici per migliorare le condizioni di vita degli abitanti di Brozzi e Peretola. Come si fa in tutti gli aeroporti urbani, prevedendo ricollocazioni di edifici e misure di contenimento acustico, con un regolamento aeroportuale che imponga da subito orari decorosi per atterraggi e decolli. Finalmente Firenze e Pisa hanno un proprietà unica e non c’è nessun motivo per sviluppare oltremodo un aeroporto urbano, che può fare già oggi più di tre milioni di passeggeri, a svantaggio dell’altro che ha tutte le potenzialità di sviluppo. La terza pista a Pisa può colmare il resto del fabbisogno, dando a quell'aeroporto la possibilità vera di competere con Bologna e altri aeroporti internazionali, creando quindi sviluppo per tutta la Toscana. Se i tempi sono importanti, quelli del progetto del 2003 sono sicuramente più celeri e certi. Alla Regione il compito di migliorare i collegamenti fra i nodi infrastrutturali strategici, con un servizio ferroviario metropolitano che preveda un treno ogni 15 minuti tra Firenze/Pisa/Livorno e Firenze/Pistoia. Una grande metropolitana di superficie regionale che colleghi Porto, Aeroporto e Stazione Alta Velocità. Perché le persone non pensano soltanto a volare e il numero passeggeri è molto più alto quando si attua un'intermodalità fra tutte le infrastrutture. Queste sono le priorità per imprese e cittadini: il completamento e il potenziamento della Mezzana –Perfetti Ricasoli, il Nuovo ponte a Signa- Lastra, la terza corsia della Fi-Pi-Li fra Empoli e Firenze. Al comune di Firenze dico di smettete di pensare da soli a Stadio e Variante di Castello. Quel tipo di urbanistica è fuori dai tempi e rischia, insieme all’aeroporto di congestionare un’area strategica per tutta la Città Metropolitana da Firenze a Prato. Progettiamo insieme il Parco della Piana come grande infrastruttura verde a servizio di tutte le città. Se questa volontà ci fosse non avrei difficoltà a confrontarmi, sempre che la disponibilità a discutere significhi trovare giustificazione a decisioni già prese. Se fosse così, non mi interessa e declino l’invito".

"Una sinistra ancora una volta divisa sta bloccando lo sviluppo dell'economia toscana. Il ricorso dei sindaci di sette Comuni della Piana fiorentina e dell'area pratese, tutti a guida Pd o LeU, contro la VIA del Ministero per l'aeroporto 'Amerigo Vespucci' di Firenze, è una chiara presa di posizione contro il rilancio economico della nostra regione e le nuove prospettive occupazionali dell'area metropolitana fiorentina. Solo il centrodestra si sta battendo per la realizzazione della nuova pista allungata dello scalo di Peretola". Lo afferma l'on. Deborah Bergamini, deputata toscana di Forza Italia. "Il manifatturiero ha bisogno di porte internazionali di accesso diretto alla città, così come il turismo e le fiere - osserva Bergamini -. Firenze deve essere messa nelle condizioni di crescere, non possiamo più sopportare gap infrastrutturali che frenano la ripresa. Imprenditori, commercianti e artigiani hanno bisogno di un Vespucci ammodernato e potenziato, per poter fare voli diretti su città finora irraggiungibili. Ne beneficeranno turismo, affari e occupazione. I passeggeri raddoppieranno da 2.2 a 4.5 milioni e avremo 5300 posti di lavoro in più, come ha calcolato Enac affidandosi agli studi di una società internazionale". "Mi chiedo se i sindaci che hanno presentato ricorso - aggiunge la deputata di FI - si siano domandati quali possono essere le conseguenze di un aeroporto fiorentino al palo. Sarà tutto il PIL della Toscana a soffrirne, come ha stimato l'Irpet in un suo studio. È il momento delle scelte e non è pensabile perdere questa occasione storica dopo decenni di dibattiti e chiacchiere, dovuti all'immobilismo della sinistra toscana e fiorentina. Occorre andare avanti senza indugi, e mi auguro che tutte le forze politiche e sociali responsabili siano sulla nostra lunghezza d'onda".

È impensabile che una città come Firenze con dieci milioni di presenze turistiche all'anno non abbia un'infrastruttura aeroportuale moderna che possa gestire questi flussi” dichiara il Responsabile di CasaPound Firenze, Saverio Di Giulio “riteniamo odioso il provincialismo castrante dei Sindaci che hanno fatto ricorso per bloccare l’opera ma specifichiamo che allo stesso tempo non sosteniamo neanche la posizione di Nardella e di Rossi, visto che come CasaPound siamo da sempre favorevoli al potenziamento dell’aeroporto ma pretendiamo che la società di gestione degli scali toscani torni saldamente in mano pubblica, così che si possa pianificare ogni aspetto nell’interesse esclusivo dei fiorentini e dei toscani e non di una multinazionale straniera, cosa che peraltro eleverebbe tutte le operazioni al di sopra di ogni sospetto e strumentalizzazione. Per quanto riguarda la vicenda del ricorso di Unipol, proprietaria dei terreni interessati, vogliamo ricordare che l’articolo 42 della nostra Costituzione dice che la proprietà privata può essere espropriata per pubblica utilità.”

Redazione Nove da Firenze