Costa San Giorgio: anche il Difensore civico in campo per la collina di Belvedere

La targa dell'editto del 1565 di Cosimo I in via de' Bardi

A sostegno dei cittadini, Sandro Vannini scrive a Palazzo Vecchio, invitando il Comune di Firenze a dare riscontro alla richiesta di proroga dei termini per le osservazioni dei cittadini. E intanto l’associazione Idra coinvolge anche Soprintendenza, Ministero e UNESCO. Ancora voci solidali, intanto, dal Consiglio comunale.


“Data la straordinarietà della situazione, dobbiamo invitare il Comune a un riscontro sulla eventualità di una proroga del termine di cui all'art.32 LR 65/2014 per la presentazione delle osservazioni”. Con queste parole il Difensore civico della Toscana raccoglie nella nota inviata ieri a Palazzo Vecchio l’appello ricevuto il 16 luglio scorso dall’associazione fiorentina.

Decisiva l’attenzione che Sandro Vannini richiama sulle prescrizioni della legge regionale “Norme per il governo del territorio”, che all’art. 32 sancisce: “Le forme e le modalità di informazione e partecipazione dei cittadini sono individuate dal comune in ragione dell’entità e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto della variante semplificata”. Idra, che trasmette la nota del Difensore anche al ministro Dario Franceschini, alla Soprintendenza, al presidente Enrico Rossi e all’UNESCO, osserva: “È di tutta evidenza che proprio in ragione dell’entità e dei potenziali effetti delle previsioni oggetto della Variante semplificata in oggetto, e nonostante le limitazioni e le condizioni di difficoltà in cui si praticano quotidianamente da mesi le relazioni fra cittadini e Uffici pubblici, il Comune di Firenze non ha provveduto a garantire forme e modalità di informazione e partecipazione idonee a mitigare gli effetti negativi di quelle condizioni, a dispetto:

- della qualità del sito interessato dalla Variante, definito nelle stesse delibere di Giunta e Consiglio “un elemento di grande rilevanza architettonica nel centro storico UNESCO”

- della mole dell’intervento previsto;

- dell’oggettiva fragilità ambientale e delicatezza infrastrutturale del contesto in cui l’intervento è programmato;

- della conclamata interferenza della progettazione oggetto di Variante con beni pubblici di alto rango sotto il profilo storico, artistico e architettonico (Forte di Belvedere, Giardino mediceo di Boboli, Palazzo Pitti)”.

Idra sottolinea in proposito che “non risulta essere stata esperita, come rilevato dalle testimonianze raccolte fra la popolazione e come confermato anche dalle responsabili della Direzione Urbanistica interpellate dalla scrivente Associazione sull’argomento, alcuna modalità di informazione diretta, men che mai di partecipazione, dei cittadini residenti nell’area suscettibili di essere coinvolti dai pesanti impatti di cantiere connessi all’intervento e dalle conseguenze permanenti del progetto a regime, né dell’intera comunità cittadina, custode d’elezione dell’integrità dei beni interessati dall’intervento, collettivamente responsabile della loro consegna senza danni alle generazioni future”.

Di qui una nuova istanza urgente al Sindaco di Firenze, destinatario anche del comunicato diffuso l’altro ieri in occasione della conferenza stampa, in vista dell’imminente scadenza dei termini fissati dall’Amministrazione Comunale per la presentazione delle osservazioni alla Variante da parte della popolazione avente diritto. Cosa chiedono i cittadini che, riunite le forze in occasione della conferenza stampa di lunedì, stanno concertando iniziative coordinate di resistenza civile alla minacciata variante? Innanzitutto che siano sospesi i termini per la presentazione delle osservazioni. Ma anche che si adottino procedure adeguate di informazione della popolazione, che si dia corso a un procedimento finalmente partecipativo in armonia con la più avanzata normativa regionale e nazionale, che si riconsideri la discutibile scelta di non assoggettare la Variante a valutazione ambientale.

Idra fa sapere di avere inoltrato in queste ore la nota del Difensore civico e l’ultimo appello ai nuovi interlocutori anche al presidente e ai gruppi del Consiglio comunale di Firenze, dopo quella che definisce “la deludente risposta (da 1:06:36 a 1:17:21) dell’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Cecilia Del Re alla domanda di attualità del consigliere Dmitrij Palagi nel corso della seduta di lunedì 20 luglio”. E al comunicato odierno allega la foto di una targa eloquente, che l’arch. Antonio Fiorentino ha mostrato alle Murate lunedì scorso: in via dei Bardi, di fronte alla chiesa di Santa Lucia dei Magnoli, sotto la collina sul cui crinale corre Costa San Giorgio, attesta un editto di oltre 4 secoli fa, quando “Cosimo de’ Medici, signore di Firenze e di Siena, proibì di ricostruire le case di questo monte tre volte crollate per inadeguatezza del suolo”.

Raccolgono prontamente la segnalazione i consiglieri 

Dmitrij Plagi e Antonella Bundu

“Abbiamo chiesto alla Giunta di accogliere le richieste di Idra, sostenute anche dal laboratorio perUnaltracittà e da numerose persone residenti. Volevano spostare la scadenza – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – per avanzare delle proposte sul futuro della Ex Caserma Vittorio Veneto, svenduta per trasformarla in un resort di lusso per poche persone “elette” (non in senso elettorale, chiaro). Ci è stato detto di no. Il Covid-19 non esiste in questi casi, evidentemente. Gli accessi agli atti, la possibilità di tenere assemblee o riunioni pubbliche, la mobilità: tutto questo non è mutato in queste settimane di pandemia, secondo chi ci governa.

La pensano in questo modo anche il Partito Democratico e la Lega, che sono intervenuti per bocciare l'ordine del giorno con cui abbiamo proposto di prevedere termini diversi da quelli ordinari per presentare le osservazioni.

La pensa in modo diverso il Difensore Civico – aggiungono i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – che evidenzia come entità e portata della trasformazione in questione meritino maggiore attenzione da parte del Comune di Firenze.

Ringraziamo nuovamente le associazioni e la cittadinanza per la determinazione che stanno mettendo in questa battaglia. Confidiamo ci sia maggiore ragionevolezza e maggiore buon senso anche da parte degli altri gruppi consiliari e della Giunta.

Negare la realtà – concludono Palagi e Bundu – non è mai una buona scelta politica.

Per rivedere la domanda di attualità di lunedì: youtu.be/BfPFFktjVVs

Redazione Nove da Firenze