La presidente della commissione urbanistica Meucci risponde al Pdl

Il centrodestra aveva richiesto le sue dimissioni insieme a quelle del vicesindaco Dario Nardella e dell'assessore Rosa Maria Di Giorgi.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 novembre 2009 18:36
La presidente della commissione urbanistica Meucci risponde al Pdl

Ecco il testo dell'intervento della presidente della commssione urbanistica Elisabetta Meucci fatto oggi in Consiglio comunale in risposta al Pdl, che aveva richiesto le sue dimissioni insieme a quelle del vicesindaco Dario Nardella e dell'assessore Rosa Maria Di Giorgi.

Signor Sindaco e colleghi del Consiglio, intervengo – come si dice – “per fatto personale”. Fatto sta che mi sono trovata esposta con altri a una campagna diffamatoria al limite della calunnia (e vi ricordo, cari consiglieri del Pdl, che diffamazione e calunnia stanno nel codice penale), a seguito di dichiarazioni talmente pretestuose che davvero non meriterebbero risposta, perché non stanno né in cielo in terra, se non stessero invece sui giornali.

A cui voi, carissimi consiglieri del Pdl, le avete mandate (visto che evidentemente non le potevate mandare a nessun altro). Per fatto personale, dunque. Ma davvero in questa squallida vicenda “il personale è politico”. E le forme d’iniziativa politica messe in atto dalle singole persone dimostrano la diversa tempra degli schieramenti in campo. Veniamo ai fatti. Il coordinatore del Pdl fiorentino, Bonciani, rende pubblica una dichiarazione, sottoscritta dai consiglieri comunali del suo partito.

Questa dichiarazione prima attacca Matteo Renzi, supposto colpevole di non rinnovare abbastanza; poi chiede a me, presidente della commissione urbanistica, a Rosa Maria Di Giorgi, assessore all’istruzione, e a Dario Nardella, vicesindaco, le dimissioni dalle cariche occupate. Con la forte, decisiva motivazione che eravamo presenti nel precedente consiglio! Cito: “Si tratta di una sfiducia politica nei confronti di quei soggetti che rappresentano una continuità politica rispetto alla precedente amministrazione, (continuità) da cui non ci sentiamo garantiti”.

Notate lo stile, che sembra la caricatura di un rapporto dei carabinieri: “quei soggetti”. Mica siamo persone: “soggetti”! Lo stile non è casuale. Perché è chiaro che tutto è stato studiato in funzione della equivoca risonanza mediatica che poteva trovare nel polverone di questi giorni. Però, sia chiaro: io non ce l’ho affatto con i giornalisti, che hanno solo fatto il loro mestiere: ce l'ho con voi, carissimi colleghi! Allora, leggo sui giornali (e di nuovo cito fra virgolette): c’è una “chiara responsabilità politica e anche amministrativa”.

Dimissioni, dunque. Ma perché? Cito di nuovo: “ Nardella, Di Giorgi e Meucci, consiglieri nel passato mandato, hanno condiviso e votato nel merito certe scelte finite ora nell’inchiesta. Non ci sentiamo garantiti”. Pare insomma che Bonciani e soci ci accusino di essere corresponsabili di atti palesemente “illegittimi” (pure questo ho dovuto leggere)! Adesso le mie reazioni. Leggere sui giornali che non godevo più della “fiducia politica” del Pdl francamente mi ha gettato nella disperazione e mi sono rivolta la fatale domanda: come farò senza la fiducia politica del partito di Berlusconi? Ora, colleghi, i consiglieri della destra almeno questo lo sanno: che la fiducia politica di cui godo, non la devo a loro, la devo agli elettori del Pd.

I quali non mi hanno confermato in questo consiglio per garantire il Pdl, e nemmeno il Pd, ma solo ed esclusivamente gli interessi della città. Pertanto: quella che mi viene tolta (e ancora piango) non può essere la “fiducia politica”. E allora quale altra fiducia mi può essere negata, la fiducia morale per caso? Ma questo – capite bene, cari colleghi – mi farebbe stare ancora peggio. Come farò senza la fiducia morale? Di chi? Del partito di Berlusconi! Da non dormirci la notte! Però, attenzione: c’è poco da ridere.

Perché queste dichiarazioni che citavo, nel ridicolo tentativo di rassomigliare a una specie di finto avviso di garanzia da trasmettere ai giornali, contengono passaggi gravi e gravemente diffamatori. Quali sarebbero le mie “responsabilità amministrative”? E poi: di quali atti palesemente illegittimi sarei corresponsabile? Prescindo dall’ignoranza giuridica che sospinge a parlare di “atti illegittimi”. Mi limito a ricordare che nessun atto della P.A. può esser detto “illegittimo” finché non venga formalmente impugnato e poi dichiarato tale col dovuto procedimento amministrativo.

Ebbene a questo proposito vi voglio ricordare primo che il Comune sta vincendo al TAR tutti dico tutti i ricorsi presentati dai vari comitati in merito agli atti di natura urbanistica di cui tanto si parla in certi casi anche con condanna alle spese dei ricorrenti (e sapete vero cosa vuol dire, vuol dire lite temeraria) e secondo che i comitati stessi stanno ritirando alcuni ricorsi ancora pendenti proprio per evitare di incorrere in tale responsabilità. Vorrà dire qualcosa tutto questo? Quello che si cerca di fare, contro me e altri, sono insinuazioni surrettizie, imbeccate senza consistenza: ai giornali, alla magistratura.

I quali per fortuna sanno distinguere e giudicare con la loro testa. Non con quella del partito di Berlusconi. E poi, via! Quello che soprattutto fa specie in questa vicenda, sapete cos’è? E’ questo improvviso entusiasmo del Pdl fiorentino per la magistratura. Ma chi pensate che vi creda? Noi possiamo dire, ed essere creduti, che abbiamo fiducia nella giustizia. Non il partito di Berlusconi! Il coordinatore Bonciani, forse preoccupato delle conseguenze, si è premurato di precisare che (cito) “qui non c’entra la magistratura: è un problema di continuità politica”. E qui.

in un certo senso, gli dò ragione. La continuità politica con la passata amministrazione c’è; eccome, se c’è! Nel senso che, nostante il clamore strumentalmente da semprte suscitato contro il Pd in quanto tale – i fiorentini ci hanno confermato la loro fiducia. Rinnovamento, certo: ma col Pd. A quanto pare, i fiorentini si sono rifiutati di consegnare Firenze al partito di Berlusconi. Grazie al cielo! Ora mi chiedo: chissà perché, non gliel’avranno voluta consegnare? Magari chissà, se proprio vogliamo parlare di urbanistica, perché ai fiorentini la gestione dell’urbanistica nelle città toscane dove ha comandato Berlusconi non è che gli sia piaciuta tanto: Arezzo, Pietrasanta, Campagnatico.

Per non parlare del resto d’Italia, che è peggio. Anzi, vi ricordate ad Arezzo? Due importanti esponenti di Forza Italia nel giugno del 2008 sono stati condannati – dico condannati, con sentenza del tribunale – insieme con altre nove persone a loro legate per lo scandalo urbanistico cosidetto Variantopoli, che cosa pensate che abbia fatto il loro partito? Li ha sospesi? No davvero. Anzi, tutt’al contrario: arrivano Verdini e Bonaiuti ad esprimere tutta la loro fiducia e tutta la loro solidarietà! Del resto, come si dice? Buon sangue non mente.

I figli s’ispirano al modello di papà. Anzi di “papi”. Non è stato lui, il nostro amato Presidente del Consiglio, a dichiarare che non si dimetterà mai, neppure se condannato? E questa sarebbe la parte politica che si appella alla magistratura? Questa sarebbe la parte politica che perfino pretende di sostituirsi alla magistratura: con i suoi “avvisi di garanzia” privati? Questa sarebbe la parte politica che contesta la “continuità” e si erge a garante dell’etica pubblica? Che dire? Una resta senza parole.

Perché siamo di fronte a un modo di fare che non solo offende la coscienza civile, ma manca perfino di qualunque logica. I condannati di destra ricevono solidarietà, né si presume che possano dimettersi mai, neppure nel futuro. Però dovrebbero dimettersi subito quelli come Nardella, Di Giorgi e me, che evidentemente siamo colpevoli essere stati rivotati dai fiorentini. D’altronde, per concludere: voglio che sappiate tutti una cosa. Dopo una vita di lavoro spesa a servizio delle pubbliche amministrazioni mi sono impegnata in politica non solo per per mettere a disposizione dell’istituzione e dunque della città la mia esperienza ma soprattutto perché, nel mio piccolo, voglio dare un contributo, da cittadina e da democratica, a guarire questo paese gravemente malato.

Mi rendo conto che per arrivare alla guarigione il cammino sarà lungo e complesso e richiede il forte impegno di tutto il Pd. Tanto per cominciare mi basterebbe che la politica oggi qui a Firenze provasse ad uscire da questa grottesca degenerazione cui sembra condannata da coloro che governano il nostro Paese.

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