Firenze tra Processi di Partecipazione e Processi in Tribunale

Lo scorso giovedì, alle 15, avrebbe dovuto avere luogo un seminario dedicato alla politica di Promozione della Partecipazione in Toscana. Ma l'Assessore Fragai non vi ha partecipato e l'incontro non ha avuto luogo. Ma forse è meglio così

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
31 ottobre 2009 15:51
Firenze tra Processi di Partecipazione e Processi in Tribunale

di Nicola Novelli Lo scorso giovedì, alle 15, avrebbe dovuto avere luogo un seminario rivolto agli operatori del settore pubblico dedicato alla politica di Promozione della Partecipazione in Toscana. La sede alla Fortezza da Basso, dove al Salone della Pubblica Amministrazione, c'è un’area speciale dedicata alla “democrazia possibile”. Per partecipare, una quindicina di persone hanno raggiunto il luogo annunciato nell'aspettativa di discutere della legge sulla partecipazione con Agostino Fragai, assessore regionale alle riforme istituzionali e alla partecipazione dei cittadini, Rodolfo Lewanski, autorità regionale per la partecipazione, e Antonio Floridia dirigente del settore osservatorio elettorale e partecipazione della Regione toscana. Ma l'incontro non ha avuto luogo, né la cancellazione dell'incontro veniva annunciata, o scusata con qualche motivazione.

Semplicemente nessuna delle personalità attese si è presentata. Ma forse è meglio così. I rappresentanti degli enti pubblici e i soggetti sociali, o politici che in questi anni si sono occupati di processi partecipativi sanno bene che le esperienze toscane poco hanno a che fare con gli esempi europei, e che i casi più significativi, come a Firenze, spesso si sono scontrate con le modalità reali e i meccanismi di sottogoverno poi oggetto dell'attenzione della magistratura. Piuttosto che autocelebrare la Legge Toscana sulla Partecipazione (la n.

69 del 27 dicembre 2007), la prima in Italia, ma che, a distanza di due anni, si può affermare ben poco ha facilitato e consolidato il confronto e la comunicazione tra cittadini ed enti nella progettazione e attuazione delle politiche di governo locale, l'Assessore regionale Fragai farebbe meglio a fare un punto sulle prospettive concrete, verificare la fattibilità delle iniziative promesse e analizzare i nuovi scenari aperti dalla partecipazione digitale e da quella “dal basso”. Invece Agostino Fragai, reduce dalle primarie del PD, giovedì 29 ottobre ha preferito andare alla Fortezza la mattina, quando i cittadini comuni sono a lavoro, e discutere della legge sulla partecipazione solo con i suoi funzionari regionali e con altri amministratori pubblici.

E nel pomeriggio non si è fatto vedere. Ma forse è meglio così. Perché gli esponenti della cittadinanza attiva fiorentina gli avrebbero rinfacciato l'inutilità di tanti processi partecipativi messi in atto in città negli anni scorsi, che sui temi dell'urbanistica, hanno solo fatto perdere tempo agli oppositori delle operazioni immobiliari poi arginate con esposti alla Procura della Repubblica seguiti da inchieste e sequestri di cantieri a Castello come a Novoli, o in via Mariti, piuttosto che al Ferrale, o al Galluzzo.

La Partecipazione di Fragai è una partecipazione priva di sostanza e che non lascia traccia, quando non rischia di fare da involontario paravento a pratiche opache, od oltre il limite di legge. Eppure ricordiamo distintamente quella mattina del gennaio 2006, quando in un gremitissimo auditorium del Consiglio Regionale, al primo convegno di avvio del percorso regionale, tanti toscani accorsero per dire la loro, nella speranza di resuscitare i logori rituali della politica nostrana.

L'assessore promotore fu invitato in maniera anche veemente a non far fare ai Processi Partecipativi la stessa fine dei decreti delegati della scuola, o del decentramento dei Consigli di Quartiere. Ma l'appello nono deve aver inquietato granché l'ex sindaco dei Pistoia. Neppure il grido di allarme di un signore di Montespertoli che esclamò che prima che della Partecipazione, nel suo comune di residenza si sarebbe accontentato di veder rispettato il diritto di accesso agli atti amministrativi sancito da una legge delle stato di un decennio prima. Ma l'assessore Fragai non si scosse granché, né deve essersene pentito qualche anno dopo, quando una lunga indagine dei Carabinieri, provvida di documenti e intercettazioni, condusse alla denuncia e all'arresto di numerosi imprenditori e amministratori di Montespertoli coinvolti in una organizzazione criminale tesa al pilotaggio compiacente delle concessioni edilizie comunali. Peccato Assessore.

Tra l'altro questo ultimo disertato incontro sulla Parcipazione non le sembrava pericolosamente prossimo all'annuale Giorno dei Defunti? Solo un'involontaria coincidenza?

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