La democrazia partecipativa in Italia e in Europa

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
01 aprile 2009 23:52
La democrazia partecipativa in Italia e in Europa

Firenze, 1 aprile 2009- La “democrazia partecipativa”, nelle diverse forme di coinvolgimento diretto della popolazione nei processi decisionali delle istituzioni rappresentative, è destinata a restare nel campo delle buone pratiche o può trovare una collocazione nei nostri ordinamenti? A questa domanda intende rispondere il convegno internazionale “La democrazia partecipativa in Italia e in Europa: esperienze e prospettive” in programma giovedì 2 e venerdì 3 aprile (Aula Magna dell’Università di Firenze, Piazza San Marco) organizzato dal Dipartimento di Diritto pubblico dell’Ateneo fiorentino, come esito di un progetto di ricerca di interesse nazionale che ha coinvolto, anche i giuristi di Napoli-Partenope e di Cagliari e la facoltà di Architettura dello stesso Ateneo cagliaritano.
Il convegno - a cui parteciperanno più di duecento studiosi e amministratori italiani ed europei con relatori provenienti anche da Spagna, Francia, Inghilterra e Germania - si apre giovedì alle ore 14,30 con la prima sessione su “Fondamenti e orizzonti della democrazia partecipativa”, aperta dall’intervento di Umberto Allegretti, ordinario di Diritto pubblico dell’ateneo fiorentino e curatore dell’evento.

Alle 17,30 si parlerà di “Democrazia partecipativa tra Stato e Regioni” con riferimento alla Legge regionale toscana 69/2007 e ad altre esperienze italiane e internazionali. Il tema sarà ripreso venerdì mattina, dalle ore 9; alle 11,30 verrà illustrato il rapporto fra democrazia partecipativa e governo del territorio, anche con riferimento alla Convenzione europea del paesaggio. Nel pomeriggio dalle 14,30 interventi di Rodolfo Lewanski, Authority per la partecipazione della Regione Toscana e docente all’Università di Bologna, e Massimo Morisi, Garante della comunicazione del piano di indirizzo territoriale della Regione Toscana e docente dell’Università di Firenze.

“Per «democrazia partecipativa» - ha detto Umberto Allegretti presentando il convegno - si intendono una serie di pratiche molto variegate che prevedono la realizzazione di atti di governo degli enti locali (come ad es. il bilancio, detto per questo “partecipativo”) con l’intervento diretto della popolazione, attraverso assemblee e tavoli di lavoro aperti ai semplici cittadini. Questo modello - ha proseguito Allegretti - è nato venti anni fa a Porto Alegre e si è diffuso poi nell’America latina e in Europa, soprattutto in Spagna e in Italia, toccando comuni come Modena, Reggio Emilia, Bergamo e alcuni grossi municipi romani.

La traduzione normativa di questo principio, secondo il mio parere, è utile ma dovrebbe essere flessibile e adeguabile col tempo”.

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