Bruno Vespa 'amico' del Latini

Sarà consegnato lunedì sera di fronte ad una platea di circa 200 ospiti e nel corso di una cena rigorosamente fiorentina il “Premio Amici del Latini” giunto quest’anno alla sua XXVII edizione.


EVENTI A FIRENZE — A Bruno Vespa, giornalista di chiara fama, verrà consegnato lunedì 14 settembre, presso lo storico ristorante “Il Latini” (via dei Palchetti 6/r, Palazzo Rucellai) l’ambìto “Premio Amici del Latini”, giunto quest’anno alla sua XXVII edizione.
Molti bei nomi della cultura, uomini di spicco della politica, della letteratura e dello spettacolo come Indro Montanelli, Giovanni Spadolini, Carlo Bo, Leonardo Sciascia - solo per citarne alcuni - sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento istituito nel lontano 1982 da Narciso Latini. Scopo del premio è individuare quella personalità a livello nazionale che si sia distinta per aver contribuito a diffondere il sapere e a mantenere alta l’attenzione su questioni sociali e culturali del nostro tempo.

La cerimonia, che segue di pochi mesi quella dedicata a Giovanni Sartori, avrà luogo in via eccezionale nell'adiacente Chiostro dell’ex Convento di San Pancrazio dove, a partire dalle ore 20:30, sono attesi circa duecento ospiti, tra cui l’autorevole enologo Giacomo Tachis, lo storico Zeffiro Ciuffoletti e l’economista Stefano Cordero di Montezemolo.

Come da tradizione, il ristoratore Torello Latini proporrà una cucina che ha in mente la Toscana e ancor più la fiorentinità. A sottolineare lo spirito conviviale e il senso popolare di questa tavola “letteraria”, ci saranno affettati, zuppa di fagioli, l’immancabile ribollita, fino ai secondi di carne e la schiacciata con l’uva. Tutto rigorosamente di produzione della casa, tutto per il piacere della riscoperta di un importante luogo d’incontro nel cuore della città.

Al conduttore di Porta a Porta, autore di numerosi libri di successo, al giornalista che sostiene “non si deve mai dimenticare di essere uno del suo pubblico”, verrà consegnata una targa e il tipico prosciutto stagionato nelle cantine del Latini, che ricorda: “siamo oramai una tradizione, un modo di conoscere la Toscana, la sua gente e la sua cultura”. “La tavola - prosegue - è un punto d’incontro attorno al quale far nascere e coltivare amicizie e passioni, far incontrare letterati e politici, far maturare le idee unendo al piacere degli antichi sapori la tradizione di un popolo”.

Agli invitati verrà infine fatto omaggio di una copia del libro “Lo scalco alla moderna. Ovvero l’arte di ben disporre i conviti”, ristampa anastatica in 2 tomi del trattato del 1694, una sorta di compendio di quanto scritto fino a quel tempo in materia di cucina firmato da Antonio Latini.
Il terzo volume contiene il testo critico di Zeffiro Ciuffoletti.

Redazione Nove da Firenze