Dalla Cia regionale un ok alla pdl di Giunta

La Cia Toscana dà l'ok al progetto di riforma del settore agrituristico proposto dalla Giunta regionale ma chiede un'approvazione rapida della proposta di legge ed alcune correzioni (fra cui la classificazione nazionale delle strutture omogenea).

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 agosto 2009 17:59
Dalla Cia regionale un ok alla pdl di Giunta

Piace alla Cia Toscana la proposta di legge per la riforma dell’agriturismo varata dalla Giunta regionale, purché venga approvata in tempi rapidi e con qualche aggiustamento. Come aveva anticipato nei giorni scorsi la Cia regionale, sono da valutare in modo positivo gli aspetti della semplificazione, dai tempi più rapidi per l’apertura di un agriturismo che passano da un anno ad un giorno, fino alle regole sulla somministrazione dei cibi. “Valutiamo positivamente la struttura dell’impianto della proposta di legge – sottolinea Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana – che porterà l’agriturismo toscano a rispecchiare il territorio più che in passato, attraverso l’attività agricola, i prodotti tipici da vendere o da degustare sul posto e attraverso i servizi offerti”.

Se la semplificazione burocratica che emerge dalla riforma di legge è una novità estremamente positiva per la Cia - “perché rende più semplice l’attività delle aziende agrituristiche e le rende più competitive sul mercato” -, restano da considerare delle correzioni che demarchino ancora meglio il confine fra azienda agricola e attività rurale generica. La Cia apprezza le aperture sulla ristorazione, purché consentano il rafforzamento delle attività agricole, utilizzando prevalentemente i prodotti aziendali o del territorio, rafforzando il rapporto fra impresa agricola e il legame con l’economia locale, promuovendo circuiti di vendita diretta per le aziende agricole e potenziando così la filiera corta.

Non ultimo per l’innalzamento della qualità dei servizi delle aziende agrituristiche toscane, valorizzando la cultura enogastronomica della tradizione rurale toscana. “Inoltre - aggiunge Pascucci - è prioritario che venga definita una classificazione nazionale omogenea; e che venga fatta una promozione più omogenea del settore. E poi che si tuteli l’uso del termine agriturismo, riservandolo solo a chi ne ha realmente le caratteristiche, e non come oggi a tutti gli operatori in ambito rurale”.

Per la Cia regionale è poi necessario favorire tutte le iniziative per il rafforzamento delle attività agricole e per la coltivazione “produttiva” dei terreni; rafforzare le incentivazioni e le specificità per le attività svolte nelle aree montane, svantaggiate, a minor flusso turistico. “Bisogna fare molta attenzione - conclude il presidente Cia Toscana - alla parte urbanistica, utilizzando al meglio gli immobili disponibili, e rendere compatibile lo svolgimento delle attività anche attraverso specifiche deroghe”.

Infine, secondo la Cia, è opportuna la tutela delle piccole attività, sostenibilità delle norme igienico sanitarie, agevolando anche le attività di macellazione aziendale per piccoli capi legati alla ristorazione.

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