Alla scoperta della foresta della Lama


Anche quest’anno con il mese luglio tornerà il servizio di bus-navetta nella foresta della Lama.
Come sempre si partirà da Bagno di Romagna e da Badia Prataglia e si entrerà dal Cancellino nella grande foresta. Ricomincia così il grande spettacolo della natura: venti chilometri di strada sterrata tra faggi, abeti e aceri, attraverso verdeggianti praterie, con i profumi della mentuccia e del timo selvatico.
Dal passo dei Lupatti, al pian della Saporita, dal Baraccone a Poggio alla Guardia: ogni rettilineo e ogni curva hanno una storia da raccontare. Vicende di uomini e donne, di duro lavoro, di vita vissuta dentro la foresta. E particolare ruolo nella cultura tramandata di questo luogo hanno anche i racconti e gli infiniti segreti. Canto di uccelli, rumori strani, daini, caprioli, cervi: valli abbandonate dall’uomo, ma abitate da ricchissime forme di vita.
La Lama oggi rappresenta il cuore naturale del Parco ed in passato è stata un punto nodale del sistema di gestione della foresta. Si pensi che lo stabile forestale del Cancellino, porta d'accesso alla Lama, è stato all'inizio del secolo la stazione di una ferrovia a scartamento ridotto per il trasporto del legname. Ancora prima, alla metà dell'ottocento, l'agronomo boemo Carl Siemon aveva fatto impiantare, in questi boschi così lontani dalle città e dalle grandi vie di comunicazione, una fabbrica dei cristalli tipici della sua terra d'origine. Abitualmente è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta, attraverso la strada forestale. L'ambiente è magnifico: si procede sempre in mezzo a faggi maestosi, intervallati da alcune abetaie, si incontrano fresche sorgenti, anche di acqua solforosa. Si tratta di un pianoro circondato da montagne impervie, con grandi alberi che insistono su un ambiente paludoso veramente unico che conserva ancora un’aspetto di zona umida con rigogliosi boschi di ontani neri e grandi cespi di carice pendula. La selva è tanto bella quanto grande è la sua varietà di forme e di habitat.
Giunti alla meta verrà effettuata una breve escursione.
Con un po' di fortuna si potranno ammirare lupi, caprioli, cervi, aquile e poiane. Si potrà anche godere del verde intenso sul quale si stagliano impressionanti concentrazioni di alberi giganteschi: querce mastodontiche, faggi imponenti, tassi plurisecolari. Per non parlare delle mille piante della foresta, ginepri, felci - viole nelle radure - e delle molte piante alpine come il croco e la genzana, che colorano - con gigli, martagoni e orchidee - le praterie.
Le corse, da Badia Prataglia e Bagno di Romagna, ci saranno tre volte a settimana (mercoledi, venerdi e domenica).
Per partecipare è richiesta la prenotazione presso i centri visita di Badia Prataglia (telefono 0575.559477) o Bagno di Romagna (telefono 0543.911304).
Si parte il mercoledi alle 14 da Bagno di Romagna e alle 14:45 da Badia Prataglia e si rientra alle 18:30 a Badia Prataglia e alle 19:15 a Bagno di Romagna.
Il venerdi e la domenica l'autobus ferma alle 8 a Bagno di Romagna e alle 8:45 a Badia Prataglia. Nel percorso a ritroso si ferma alle 12:15 a Badia Prataglia e alle 13 a Bagno di Romagna.

Per semplice curiosità o informazioni dettagliate sulle iniziative ci si può rivolgere all'ufficio turistico del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (telefono 0575.503029, e-mail info@parcoforestecasentinesi.it oppure opromozione@parcoforestecasentinesi.it ), alla Cooperativa Oros (telefono 335.6244440) o al Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo (telefono 0575.520511, e-mail consorzio@casentino.toscana.it).

Redazione Nove da Firenze