Testamento biologico: approvata risoluzione de La Sinistra

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 marzo 2009 00:38
Testamento biologico: approvata risoluzione de La Sinistra

Via libera, da parte del consiglio comunale, alla la mozione dei consiglieri del gruppo de La Sinistra che riguarda «l'approvazione di una legge sul testamento biologico in sede parlamentare». Al testo sono stati aggiunti alcuni emendamenti, fatti propri dai proponenti. «Da Firenze - hanno sottolineato Luca Pettini, Daniele Baruzzi, Mbaye Diaw, Gregorio Malavolti, Leonardo Pieri e Anna Soldani - arriva una richiesta forte al Parlamento che garantisca la non intrusione dello Stato nelle libere scelte di ogni cittadino.

Compresa quella di non essere sottoposto ad accanimento terapeutico contro la propria volontà. E' questo ciò che distingue uno Stato laico da uno confessionale».
«Abbiamo il dovere morale di garantire alla dignità nella morte lo stesso valore che si riconosce alla dignità nella vita. Sul testamento biologico sono state dette tante, sicuramente troppe, cose, facendo emergere aspetti perversi che confliggono con il buon senso e la razionalità». E' quanto ha dichiarato Gianni Amunni, vicecapogruppo del PD, intervenendo questo pomeriggio in consiglio comunale duranmte la discussione della risoluzione sul testamento biologico.

«Ad oggi, in vita - ha aggiunto Amunni - non è possibile in nessun paese civile che un medico possa imporre le proprie decisioni a un paziente. Anche se si tratta di terapie salva-vita, che garantiscono una guarigione, queste non possono essere effettuate senza il consenso della persona malata. La valorizzazione della dignità del cittadino-paziente passa inderogabilmente per due principi: informazione e consenso. Solo con il rispetto di questi due principi fondamentali, malati e sani, hanno la possibilità di decidere liberamente e coscientemente del proprio futuro.

Un tema legato ai diritti civili ha finito per trasformarsi in una discussione inquinata da motivazioni che rispetto, ma che afferiscono alla sfera personale di ognuno di noi. Non si può pretendere che aspetti legati a religione o filosofia assumano una valenza generale, ricadendo poi sulle scelte di ciscuno, a prescindere dalla nostra volontà».
Ieri mattina Alessandro Falciani, capogruppo del Partito Socialista, ha presentato una proposta di delibera per il «conferimento della cittadinanza onoraria di Firenze a Beppino Englaro» quale «simbolo di eccellente insegnamento di grande integrità morale, di coraggio mano e civile, in difesa della legalità, della laicità dello Stato, dell'umanità, della civiltà».

«La drammatica vicenda personale di Englaro e della sua famiglia - sottolinea l'esponente della maggioranza - non è un caso isolato, ma è un'esperienza che tragicamente riguarda molte famiglie e cittadini del nostro Paese, e che in via teorica può riguardare ognuno di noi. E la sua battaglia per affermare in modo così tenace e non violento i diritti dei cittadini a poter disporre fino alla fine, della propria autonomia e della propria libertà rappresenta un insegnamento di grande integrità morale e di coraggio umano e civile».

«La città di Firenze - secondo Falciani - attraverso un atto simbolico quale quello del conferimento della cittadinanza onoraria può sostenere con forza l'articolo 32 della Costituzione per cui la " legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"».
«I socialisti sono alla ricerca affannosa di una visibilità politica. Sembra tutto lecito ormai. La proposta del capogruppo comunale Falciani, di conferimento della cittadinanza onoraria di Firenze a Beppino Englaro, ne è l'ennesimo episodio».

E' quanto sostiene l'onorevole Gabriele Toccafondi, consigliere di Forza Italia-PdL. «Non gli basta una proposta di delibera a sua firma - ha aggiunto l'esponente del centrodestra - ma ha presentato anche un ordine del giorno. Segno evidente che il suo unico obiettivo sia quello della visibilità personale e del suo partito. Ma la cosa più grave è che in questo periodo di assenza di guida politica e di una vera maggioranza, dopo le lotte intestine delle primarie nessuno nel centrosinistra è in grado di dirci cosa potremmo votare in questo consiglio comunale».


Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì 10 marzo (alle 9.30, con eventuale prosecuzione pomeridiana), con una seduta appositamente dedicata alla discussione e alla votazione degli atti presentati sul tema del testamento biologico e sulla vicenda di Eluana Englaro. Sul tavolo la proposta di risoluzione sull’urgenza di una legge di disciplina del testamento biologico, presentata dal Pd, e le mozioni presentate da vari gruppi politici (Partito socialista, Sinistra democratica con Pdci, Rifondazione, Verdi, Gruppo misto).

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