Citizen journalism: benvenuta AgoraVox Italia!


Il biglietto da visita è pure la sua mission: “AgoraVox Italia: perché informazione dal basso non significa bassa informazione”.
Attiva dallo scorso settembre è stata presentata oggi a Roma la versione italiana di AgoraVox, il conosciuto sito web d'informazione e primo esempio di giornalismo partecipativo in Europa che, nato in Francia nel 2005 da un'idea di Carlo Revelli, può oggi contare su un milione di visitatori unici al mese e 35mila reporter circa.
Certo i numeri del neonato e italico fratellino sono tutt'altra cosa (25mila visitatori unici nei primi trenta giorni d'attività, 327 reporter all'attivo, 115 moderatori, 50 redattori che dialogano quotidianamente attraverso un'apposita mailing list), ma promettono bene. Ed anche l'esordio è di quelli che difficilmente passano inosservati agli occhi di chi ha sete di sapere: un'inchiesta su camorra e rifiuti che ha visto all'opera numerosi cittadini campani coordinati da due giornalisti di professione.
Già, perché come ha commentato nel corso della presentazione Francesco Piccinini, project manager di AgoraVox Italia, “noi non siamo alternativi ai giornalisti, ma vogliamo completarli”.
Insomma un mix fra citizen journalism e 'vecchie' redazioni.
Ma come funziona realmente AgoraVox?
Il meccanismo è abbastanza semplice ed a qualcuno potrebbe ricordare le dinamiche di wikipedia.
Il cittadino-reporter propone un articolo che, offline, è letto e votato dai moderatori della 'Piazza' (vale a dire coloro che hanno all'attivo almeno 5 pubblicazioni); se il lavoro supera il quorum necessario alla sua pubblicazione passerà alla Redazione di AgoraVox che farà le ultime necessarie verifiche (eventuali problemi di natura giuridica...) e accorgimenti tecnici (impaginazione, ottimizzazione delle foto e dei filmati...); quindi, una volta pubblicato, ogni lettore potrà commentare lo scritto segnalando errori, inesattezze, ulteriori notizie d'approfondimento....
Inoltre, sarà il lettore stesso, con il suo interesse (ed i suoi click) a far salire o scendere i singoli articoli nella homepage di AgoraVox.
A gestire il tutto, anche se sarebbe meglio parlare di supervisione, una fondazione in grado di assicurare “indipendenza e coerenza” per il fondatore del progetto, Carlo Revelli.
Da segnalare, infine, la location che ha ospitato l'iniziativa, il Nuovo Cinema Aquila un tempo di proprietà della Banda della Magliana ed oggi restituito alla città di Roma.

Alcune immagini dalla presentazione di AgoraVox Italia
Carlo Revelli (AgoraVox) Francesco Piccinini (AgoraVox) Una videocamera, un laptop e... la diretta è fatta! Nuovo Cinema Aquila

Redazione Nove da Firenze