Mosca olearia: allarme rosso in gran parte delle campagne fiorentine


Firenze, 19 agosto 2008- La variazione delle condizioni climatiche, con pioggia e calo delle temperature verificatosi degli ultimi giorni, ha infatti favorito il moltiplicarsi dell’insetto e delle larve, con infestazioni ampiamente diffuse sul territorio. La presenza di ovodeposizioni fertili e di larve di ‘Bactrocera oleae’ nelle drupe (le piccole olive appena allegate) è stata rilevata nell’area di Lastra a Signa, Scandicci, Montespertoli, Castelfiorentino, Empoli, Bagno a Ripoli e nel Chianti. “Siamo di fronte a una situazione ad alto rischio – spiega Simone Tofani, agronomo responsabile dell’Area Tecnica della Cooperativa Agricola di Legnaia – e potrebbe essere necessario effettuare i trattamenti già entro la fine della settimana, per evitare gravi problemi soprattutto nelle coltivazioni biologiche. Il variare delle condizioni climatiche ha favorito lo svilupparsi delle infestazione, anche perché, se sino a ora le drupe delle olive erano rinsecchite per la mancanza di acqua, adesso stanno iniziando a gonfiarsi e questo favorisce l’ovodeposizione. Nelle verifiche effettuate dai nostri tecnici abbiamo rilevato la presenza della mosca in molte zone delle colline fiorentine. Nell’area di Montespertoli si arriva anche al 15 % di presenza di ovodeposizioni fertili, con due o tre gallerie per drupa, mentre a Lastra e Castelfiorentino si supera il 10 % cento, oscillando fra il 5 e il 10 % nelle zone di Scandicci, Rufina, Bagno a Ripoli e nel Chianti. Direi che ci troviamo di fronte a un attacco estremamente preoccupante”. L’attacco della mosca olearia rischia ora di penalizzare pesantemente la produzione di olio del prossimo autunno.
“L’infestazione della ‘Bactrocera oleae’ – prosegue Tofani - può ridurre drasticamente la quantità di olive, con la caduta delle drupe in cui si sono sviluppate le larve. Il pericolo maggiore è però per la qualità dell’olio, per l’ossidazione dell’oliva, legata alla galleria nella quale la larva si nutre, che rimane vuota dopo la sua uscita. L’oliva, una volta colta, subisce un processo di ossidazione accelerato e dovrebbe essere franta nel giro di poche ore, per evitare che l’olio perda le sue caratteristiche qualitative, risultando difettoso all’assaggio”.

Redazione Nove da Firenze