L'esperto risponde: in assicurazione il divorziato paga pegno


Vorrei che l'esperto in assicurazioni potesse darmi un parere su quanto mi è capitato con la mia attuale assicurazione (on line). Periodicamente mi arriva un elaborato in cui mi si chiede di aggiornare eventuali dati personali modificatisi nel breve periodo che può intercorrere tra il rinnovo della polizza e la comunicazione del suo rinnovo. Bene: ho risposto comunicando la mia nuova posizione di cittadino e cioè sono diventato uno dei tanti divorziati d' Italia. Per tutta risposta l'assicurazione mi ha inviato una integrazione di polizza di 70 €. pari a circa il 12% di aumento dell'intera polizza annuale per questa mia nuova situazione. Il motivo di questa integrazione a detta loro sarebbe la seguente: il contraente, il conducente e l'intestatario della vettura sono la stessa persona e pertanto devo pagare dazio. E' possibile tutto ciò? Vorrei , se fosse possibile un suo parere. Cordiali saluti.
Antonio S.
(allegata la risposta dell'assicurazione in questione)

L'esperto risponde:
Caro Antonio,
dal 1993 il mercato assicurativo italiano ha vissuto una liberalizzazione delle tariffe per la Responsabilità civile dei veicoli a motore, che prima di allora venivano assicurati a tariffa "amministrata" da un apposito Comitato interministeriale. Nel corso degli ultimi 15 anni le compagnie hanno via, via accentuato tra loro differenze contrattuali e tariffarie. In particolare le compagnie così dette telefoniche, oppure online, hanno innovato l'offerta con prezzi sensibilmente ridotti, ma in cambio di una prestazione "low cost" il consumatore deve essere pronto ad assumersi qualche onere. Prima di tutto in ordine alla scelta del prodotto assicurativo, la cui adeguatezza alle proprie esigenze deve riscontrare in prima persona; in secondo luogo essendo disposto a sostituirsi alla compagnia, che in alcune circostanze non garantisce più la qualità di servizio e di consulenza tradizionale. E' un "dare e avere" di cui sarebbe necessario i consumatori fossero più consapevoli, mentre in tanti presumono ancora che polizze e compagnie siano tutte uguali. Solo leggendo in dettaglio gli elementi contrattuali (spesso esposti in corposi libretti) si può valutare il rapporto qualità/prezzo dell'offerta, ma bene che vada i clienti si limitano alla lettura della polizza, che è solo una sintesi del contratto.
Nel caso specifico la compagnia in questione offre un servizio assicurativo "basico", ma in caso di modifica contrattuale, anche elementare come una rettifica dei dati anagrafici, chiede un'integrazione del premio di polizza, quale contributo spese per il mantenimento della struttura di assistenza commerciale. E poiché la richiesta è prevista dalle norme contrattuali (che il call center le ha citato nella risposta) non resta che pagare.
Un ultimo consiglio in generale, sopratutto alla luce dell'entrata in vigore, più di un anno fa, nel nuovo sistema di indennizzo diretto degli incidenti stradali. E' bene selezionare la polizza di assicurazione del proprio veicolo tenendo presente che l'assicurazione non indennizza più soltanto le controparti da noi urtate, ma che adesso la compagnia di assicurazione è il nostro interlocutore esclusivo proprio quando saremo noi le vittime dell'incidente. Chi in caso di incidente pretende più assistenza e qualità deve essere disposto a spendere qualcosa in più.
Nicola Novelli

Redazione Nove da Firenze