Livorno: 80 giovani contro CC, 3 militari picchiati

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 gennaio 2007 18:48
Livorno: 80 giovani contro CC, 3 militari picchiati

Firenze, 13 gennaio 2007- Un gruppo di giovani che impediva il passaggio di un’autopompa dei vigili del fuoco si è infatti scagliato con bulloni, biglie e bottiglie contro una pattuglia di carabinieri intervenuta per sgomberare la strada, malmenando tre militari.
Una dura condanna dell’episodio di ingiustificata violenza e di grande inciviltà che si è verificato ieri notte nel centro di Livorno è stata espressa dal presidente della Regione Toscana Claudio Martini. “Un comportamento davvero inquietante e inammissibile – dichiara il presidente Martini – Il ricorso alla violenza è sempre da condannare, e tanto più in un caso come quello di Livorno, che denota anche una grave mancanza di senso civico e correttezza civile.

La violenza non può sostituirsi al dialogo e azzerare il rispetto delle minime regole di convivenza”. Dopo avere espresso la sua solidarietà e quella della giunta regionale ai militari rimasti coinvolti nell’aggressione, il presidente Martini si è rivolto ai giovani che la notte scorsa hanno partecipato al grave episodio e li ha invitati ad assumersi le proprie responsabilità, collaborando con le forze dell’ordine e contribuendo all’identificazione dei responsabili. “Sarebbe un gesto importante – ha concluso Martini - esemplare e di grande coraggio civile”.


"Da troppo tempo la violenza è di casa a Livorno. Nell'assoluta indifferenza del potere politico. Ma quanto accaduto ieri, con l'aggressione di una pattuglia dei carabinieri, è inaudito. Chiediamo perciò una rapida inchiesta, volta all'individuazione dei responsabili, e una decisa condanna dell'episodio da parte degli amministratori locali e regionali. Mentre all'Arma dei Carabinieri va tutta la nostra solidarietà e la nostra gratitudine per l'impegno profuso a difesa dell'ordine pubblico.

Resta il fatto che il Presidente regionale Martini e la sua maggioranza debbano interrogarsi seriamente su quanto sta accadendo a Livorno".

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