All’Arena di Marte con “Il mio nome è Tsotsi” inizia il cinema sotto le stelle


(Firenze, 30 giugno) E’“Il mio nome è Tsotsi” vincitore dell’ Oscar per il miglior film straniero ad inaugurare questa sera le proiezioni all’ Arena di Marte . Il protagonista ha 19 anni e vive in una baraccopoli nella periferia degradata di Johannesburg, in Sudafrica. Non ricorda il suo passato e Tsotsi (trad. lett. 'gangster') è il soprannome che gli è stato dato nel ghetto in cui vive. Nonostante la giovane età, è già a capo di una piccola banda di malviventi che comprende Butcher, un assassino a sangue freddo, Boston, un insegnante fallito, e Aap, grosso e ritardato. Una notte, in una scorribanda solitaria, spara a una ricca signora e ne sequestra per sbaglio il figlioletto di pochi mesi. Da quella sanguinosa rapina comincerà la via del riscatto di Tsotsi (interpretato con passione dal debuttante Presley Chweneyagae) alla ricerca di quella che il suo compare Boston chiama “la dignità". Il film è uno sguardo originale e impietoso sulla Johannesburg di oggi, con stile neorealista che si fa per incanto fantastico quando riesce a riprendere qualcosa di interiore. Traduce sullo schermo l'unico romanzo del noto drammaturgo sudafricano Athol Fugard (classe 1932), attualizzandone ai giorni nostri la storia datata 1950.

AL

Redazione Nove da Firenze