Piano strutturale, Barbaro: L'8 febbraio la terza commissione iniziera' a discutere dei documenti presentati durante il forum

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
31 gennaio 2006 14:07
Piano strutturale, Barbaro: L'8 febbraio la terza commissione iniziera' a discutere dei documenti presentati durante il forum


del presidente della commissione urbanistica Antongiulio Barbaro

obbiettivo di questa comunicazione è quello di riassumere il lavoro svolto sul Piano Strutturale nell'ambito del percorso di discussione avviato da questo Consiglio con la Mozione n. 211 del 21 marzo 2005. Voglio qui ricordare che tale percorso partiva dalla considerazione che sul nuovo strumento urbanistico di Firenze, certamente il più impegnativo e rilevante per l'intero territorio regionale, non poteva non svolgersi un confronto quanto più largo possibile con la città, onde consentire la conoscenza della proposta di Piano adottata da questo Consiglio nell'aprile 2004 e quindi stimolare ulteriori osservazioni, critiche, proposte, integrazioni oltre quelle già pervenute durante la fase di pubblicazione prevista dalla normativa vigente.

In tale contesto è necessario ricordare che giusto poco più di un anno fa veniva approvata la nuova legge urbanistica regionale, con la quale il legislatore regionale ha per l'appunto fatto proprio il tema dello sviluppo sostenibile e del coinvolgimento dei cittadini al governo del territorio, individuando gli strumenti normativi per declinare principi ormai largamente condivisi. Mi riferisco, in particolare, alla Dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992 su "ambiente e sviluppo" e alla Carta delle Città europee per un modello urbano sostenibile firmata ad Aalborg nel 1994, cui anche Firenze ha aderito: entrambi questi documenti sottolineano la necessità di ampliare gli strumenti con cui i cittadini possono essere informati sullo stato dell'ambiente e possono partecipare ai processi decisionali riguardanti le trasformazioni urbane.

Il Forum si colloca in questo contesto generale: ci siamo cioè proposti di aprire uno spazio alla discussione pubblica con cui ottenere ulteriori indicazioni da sottoporre al decisore pubblico - gli Uffici, la Giunta, i Consigli di Quartiere e soprattutto questo stesso Consiglio comunale - onde orientare le scelte di merito in vista del proseguo della discussione attorno al Piano e della sua approvazione finale. Tutto ciò senza stravolgere, evidentemente, quanto la legge stabilisce in merito ai poteri in materia di pianificazione urbanistica, ambito che è e rimane di competenza del Consiglio comunale.

Voglio infine ricordare che la proposta operativa che ha definito l'organizzazione del Forum fu elaborata dalla stessa III Commissione, all'epoca presieduta dal collega Alberto Formigli, che voglio qui ringraziare per il lavoro svolto in tale funzione oltre che per il contributo originale offerto anche nella definizione del Forum. La proposta, parte integrante della citata Mozione n. 211/2005, aveva tra l'altro il merito di porre la Commissione urbanistica, e quindi il Consiglio, al centro del lavoro di confronto con i cittadini.

Come sapete, i primi di gennaio ho doverosamente provveduto ad inviare a tutti i membri di questo Consiglio i materiali prodotti e presentati durante il Forum. Avete quindi certamente sotto mano alcuni numeri che danno il senso di questa esperienza: 54 incontri pubblici da marzo a ottobre 2005, 4021 presenze complessive, 823 interventi, 186 contributi scritti. Al termine abbiamo sei documenti di sintesi, uno di livello cittadino e uno per ogni Quartiere, oltre ad un voluminoso dossier di oltre 450 pagine con i contributi scritti pervenuti, il tutto disponibile sul sito internet del Comune.

Questa mole di riflessioni, critiche, proposte va ad aggiungersi alle 193 "osservazioni" scritte che erano già pervenute ai sensi dell'articolo 17 della Legge regionale n. 1/2005, fornendo perciò elementi di discussione e riflessione che ritengo in generale utili per migliorare lo strumento urbanistico della città. Abbiamo dibattuto, in occasione della discussione sulla Mozione n. 211/2005, se tale percorso fosse adeguato o meno alle necessità che ci proponevamo di soddisfare. Vi è chi fin dall'inizio lo ha contestato, ritenendolo un inutile rito, o - peggio - propaganda.

O anche chi ha temuto che si intendesse cedere con tale percorso a qualche pulsione assemblearista che, pure, in alcuni incontri, ha certamente fatto capolino. Tutte critiche legittime, anche quelle che personalmente non condivido o che, a mio avviso, i fatti si sono incaricati di smentire. Si è trattato di un esperimento non facile, né nei contenuti, né nelle modalità. Un percorso lungo e faticoso, certamente migliorabile in diversi aspetti. Complicato dal fatto che non è oggettivamente semplice parlare delle scelte per la Firenze del futuro mentre tutti noi, cittadini e amministratori, abbiamo davanti agli occhi l'attuale città per come si è sviluppata - spesso in modo non lineare - dall'Unità d'Italia e soprattutto dal secondo dopoguerra in poi.

Chi ha partecipato con intenti genuini ha dovuto fare lo sforzo di immaginare come sia possibile migliorare la funzionalità della città per adeguarla alle nuove esigenze poste dall'organizzazione del lavoro, della vita familiare, associativa, culturale ed economica della Firenze del terzo millennio. E tutto ciò preservando le caratteristiche urbanistiche, architettoniche e paesaggistiche del centro storico, dei suoi borghi minori, delle sue colline, del suo sistema di parchi: tutti elementi che ne fanno una città unica.

Al di là dei numeri, i documenti presentati e la vivacità del confronto con i cittadini mi pare dimostrino che si è trattato di un esperimento utile e significativo. E di cui, senza trionfalismi, possiamo comunque rivendicare la validità. E' stato utile per i cittadini e le associazioni che hanno avuto la voglia e la pazienza di prendervi parte: hanno così avuto modo di conoscere il Piano auspicabilmente meglio di quello che avrebbero potuto fare da soli o che qualche anticipazione giornalistica aveva fino ad allora consentito; e hanno potuto porre problemi e richieste in termini non tecnici, ma non per questo meno pregnanti.

Ma è stato utile anche per noi: abbiamo avuto modo di misurare meglio le esigenze che ci vengono poste dalla città e la distanza che spesso esiste tra la nostra percezione e quella dei cittadini in merito agli strumenti e alle azioni necessarie per perseguire il bene della comunità. Spero avremo la capacità di assumere ed interpretare le diverse sollecitazioni sul Piano Strutturale, ma più in generale sulle politiche dell'Amministrazione comunale, che emergono dai tanti documenti raccolti.

Ora spetta all'Amministrazione comunale, e a questo Consiglio in particolare, raccogliere gli stimoli e le critiche, saperle utilizzare per completare la procedura di approvazione del Piano. Solo in quel momento potremo trarre, noi e la città, un giudizio definitivo anche sull'esperienza del Forum, per coglierne i limiti e le potenzialità, mettendola a frutto al fine di dare piena attuazione ai principi innovativi della Legge regionale n. 1/2005. Mi preme sottolineare che sarà nostro compito quello di definire il Regolamento, previsto dall'articolo 19 della legge, che dovrà disciplinare l'esercizio delle funzioni del "garante della comunicazione": in quella sede potremo mettere a fuoco tempi, modalità e risorse per migliorare la necessaria funzione di confronto con la città che la legge ha inteso garantire.

Così come sarà nostro compito perfezionare le disposizioni dell'articolo 7 dello Statuto dei Luoghi, parte integrante del Piano adottato, che ha istituito la Conferenza permanente quale organismo di monitoraggio del Piano Strutturale. La III Commissione si ritiene impegnata nell'analisi di tutti i materiali pervenuti nel corso del Forum: mi fa piacere informare che mercoledì 1 febbraio la Commissione ha deciso di effettuare un primo confronto con l'Assessore all'Urbanistica e con il Responsabile tecnico del Piano: l'obiettivo sarà quello di elaborare una metodologia condivisa di analisi delle osservazioni pervenute e dei materiali raccolti al termine del Forum, nonché di elaborare un programma di discussione nel merito.

In tale contesto, ritengo dovremo fin da subito avviare la discussione sul citato Regolamento per il "garante della comunicazione". Concludo, colleghi, citando un leader politico a me certo distante, ma che nell'ottobre 2003 così pubblicamente rifletteva: "c'è molta democrazia, è ovvio, nella scelta del governo e della leadership. Ma c'è altrettanta democrazia, e di una qualità non meno rilevante, nei corpi intermedi, nel sistema delle autonomie, nei mille contrappesi che bilanciano il giusto peso di chi ha l'investitura popolare.

C'è il rischio di una erosione delle basi del potere politico? Il rischio esiste ma bisogna vedere dove lo si colloca. ... Il primato della politica non si recupera tanto aggiungendo decisionismo, semmai evitando dì sottrarre partecipazione. Quella organizzata e militante delle forze politiche e sociali. E quella, più impalpabile, delle associazioni e delle competenze (dai volontari, ai consumatori, ai tecnici). Sarebbe un errore contrapporre società politica e società civile rivendicando per la prima un potere senza troppi limiti e riservando alla seconda il ruolo di intendenza".

Vi propongo questa riflessione di Marco Follini sperando che riusciremo, tutti insieme, a tenere presenti queste considerazioni nel proseguire il lavoro politico sul Piano che ci attende».

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