Roberto Benigni: il poeta, l’amore, la guerra

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
13 ottobre 2005 22:23
Roberto Benigni:  il poeta, l’amore, la guerra

(Firenze, 13 ottobre) Il protagonista dell’ultimo film di Roberto Benigni “La tigre e la neve” è un poeta, un uomo che vive in un sogno ma è ricco di innocente energia. Un film ben accolto, questa sera, nel corso dell’anteprima per la stampa. Un film che crediamo avrà successo all’uscita nelle sale prevista per domani e rinviata a sabato per la protesta del mondo dello spettacolo.
Parafrasando il titolo del capolavoro di Roberto Benigni si potrebbe dire che La vita è bella anche a Baghdad.

In equilibrio tra realismo e sogno, tra grottesco e sublime le peripezie del protagonista lo conducono nell’Iraq in guerra. E’ una storia d’amore, è la storia della forza dei sentimenti che trionfano anche in mezzo alla guerra. C’è forse nell’ottavo film diretto da Benigni una deriva un po’ sentimentale, che però non diviene mai un perdersi nel sentimentalismo. L’asciuttezza della regia, l’ottima interpretazione dei protagonisti (una segnalazione particolare oltre al grande Benigni va anche a uno straordinario Jean Reno che interpreta Il poeta iracheno Fuad, che ha deciso di lasciare l’Europa per rientrare in patria) mantengono all’opera il dovuto armonioso equilibrio.

Girato con grande accuratezza tecnica il film si fa apprezzare come una favola, che attraversa con la leggerezza consapevole di un poeta gli orrori della guerra. Da segnalare anche, come cosa non comune nella cinematografia italiana, il protagonista sia un poeta còlto nella sua quotidianità normale: insegna, si occupa delle figlie, scrive. Benigni propone un personaggio simile per lo spirito, positivo e creativo al protagonista di “La Vita è Bella”.

La bravura di Roberto, che forse talvolta dovrebbe essere meno verboso e lasciar parlare la sua grande straordinaria gestualità in grado di esprimere tutta la gamma di una forte personalità teatrale e naturale, ci ha ricordato, per certi versi l’ultimo Chaplin, da cui l’attore toscano sembra derivare forse quel suo procedere con leggerezza e consapevolezza nelle tematiche importanti che da tempo affronta nelle sue opere.



Alessandro Lazzeri

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