Pergamo d’Oro 2005 a Liliana Cavani


Liliana Cavani è la vincitrice del Pergamo d’Oro 2005, il premio al cinema italiano promosso dal Comune di Prato insieme al Kiwanis Club Prato Centro Storico. Alla regista emiliana verrà dedicata una retrospettiva che si terrà al Cinema Borsi a partire da giovedì 29 settembre. Le proiezioni, tutte ad ingresso libero, prevedono per la serata d’apertura Il portiere di notte e Al di là del bene e del male; giovedì 6 ottobre verranno riproposti Francesco e Milarepa, mentre giovedì 13 si potranno rivedere La pelle e Oltre la porta.

La serata conclusiva delle manifestazioni pratesi è prevista per venerdì 14 ottobre alle ore 21.30 quando Liliana Cavani verrà intervistata in pubblico da Stefano Coppini – curatore del premio – nel Salone Consiliare del Palazzo Comunale di Prato, per poi ricevere dalle mani di Angelo d’Onisi, presidente del Kiwanis, la preziosa targa d’oro che riproduce il pergamo di Donatello realizzato nel Quattrocento per la cattedrale di Prato.

Nelle passate edizioni il premio Pergamo d’Oro è stato assegnato a registi del valore di Mario Monicelli, Gianni Amelio, Pupi Avati, Giuseppe Tornatore, Franco Zeffirelli, Paolo e Vittorio Taviani.

Laureata in lettere e interamente votata ad un cinema politico rivoluzionario nel suo genere, Liliana Cavani nasce a Carpi il 12 gennaio 1933

La sua carriera di regista inizia con la realizzazione di una lunga serie di servizi televisivi di forte impatto, Storia del Terzo Reich, L'età di Stalin, Pétain, Gesù mio fratello, La casa in Italia, tutti diretti tra il 1960 e il 1966. Proprio nel 1966 realizza il suo primo lungometraggio, Francesco d'Assisi, girato ancora per la tv e profondamente influenzato dallo stile di Rossellini e dalle atmosfere tipiche dei film di Pasolini. Due anni più tardi la Cavani dirige Galileo, ancora un'opera destinata alla televisione ma poi vietata ai minori e quindi mai messa in onda, probabilmente a causa delle esplicite accuse della pellicola al potere repressivo delle gerarchie cattoliche.

Dopo I cannibali (1969) e L'ospite (1971), entrambi estremamente duri verso alcuni aspetti della società italiana, Liliana realizza nel 1974 Milarepa, ambientato in Nepal, e nello stesso anno ottiene un grande successo con Il portiere di notte, storia dell'ambiguo rapporto tra un ufficiale delle SS e una giovane deportata, che scatena le polemiche dei moralisti.

Ancora polemiche anche nel 1977, all'uscita del film Al di là del bene e del male, mentre nel 1981 La pelle, tratto dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte e interpretato da Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale e Burt Lancaster, viene accolto favorevolmente dalla critica e conquista una candidatura per la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Dopo il discusso Oltre la porta (1982), Liliana Cavani realizza nel 1985 Interno berlinese, ispirato al romanzo La croce buddista di Junichiro Tanizaki. Il film è nuovamente bersagliato dalle critiche del pubblico cattolico, che poi qualche anno più tardi accoglie finalmente con entusiasmo l'uscita di Francesco, la nuova biografia del poverello d'Assisi realizzata dalla regista nel 1989. La pellicola, interpretata con stile impeccabile da Mickey Rourke, tratteggia in modo realistico l'umanità del Santo e rievoca con violenza e disperazione la miseria e la sofferenza di una vita spesa in nome dell'amore e della dedizione agli altri. Con Dove siete? Io sono qui (1993) Liliana Cavani ottiene un nuovo successo, soprattutto per la semplicità della narrazione e per l'estrema cura nella direzione degli attori, e nel 2001 torna al cinema con Ripley's Game, tratto da un romanzo di Patricia Highsmith e presentato fuori concorso alla 59a Mostra del Cinema di Venezia.

Redazione Nove da Firenze