Giovedì 30 giugno -ore 21,15- Gene Gnocchi all'Anfiteatro Centro Pecci – viale della Repubblica, 277 – Prato - Ingresso 12 euro


“The legend is back” è un appuntamento in bilico tra concerto e cabaret, che l’artista propone accompagnato da una vera e propria band, giovedì 30 giugno all’anfiteatro del Centro Pecci per l'Arte Contemporanea di Prato – inizio ore 21,15; ingresso 12 euro, prevendite abituali - nell’ambito del Festival delle Colline 2005. “The legend is back” racconta la storia di una stella del rock, alle prese con il grande ritorno sulle scene. La celebrazione però si trasforma ben presto in un calvario: problemi audio, insubordinazione dei musicisti, giornalisti della stampa estera che lo mettono alla berlina, il traduttore che lo ridicolizza e il pubblico che gli contesta le scelte artistiche. Va da sé che la rockstar si trova nella donchisciottesca situazione di trasformare la celebrazione nel tentativo di arginare un disastro, che è poi il disastro della sua condizione, quella di un principiante assoluto, che piega la propria arte nell'uso del momento. Sul palco Gene Gnocchi nelle doppie vesti di attore e cantante ed alle spalle una vera e propria rock band. Interventi in scena di altri due attori comici. E tanti personaggi, come il poeta bosniaco. Tra una ballata melodica e un pezzo di rock duro, come sempre gli sketch, le battute dissacranti, ma anche i racconti e le confidenze del Gene Gnocchi artista. Il tutto condito dalla fulminante ironia a cui questo attore ci ha abituati.

GENE GNOCCHI
Al secolo Eugenio Ghiozzi, nato a Fidenza 48 anni fa, laureato in Giurisprudenza, inizia la sua carriera di attore e comico debuttando come cabarettista allo Zelig di Milano nel 1989. Subito dopo arriva la partecipazione a uno de programmi più intelligenti della televisione di quegli anni, "Emilio" (Italia 1), in compagnia della parte migliore del cast del "Drive In" di Antonio Ricci: Zuzzurro e Gaspare, Teo Teocoli, Giorgio Faletti e Carlo Pistarino insieme a Silvio Orlando e Athina Cenci. Parte da lì una carriera televisiva costellata di successi di pubblico e di critica, che lo ha portato a partecipare a sit-com (I vicini di Casa, Italia 1), a condurre trasmissioni televisive di grande ascolto ("Scherzi a Parte", "Striscia la notizia", sempre per Mediaset) e veri e propri esperimenti televisivi come "L'Approfondimento" (Rai Tre), in cui commentava e discuteva in studio i fatti più importanti del giorno con tutta la sua stralunata famiglia, o come il geniale "Dillo a Wally" (Italia 1) scritto con Francesco Freyrie, feroce e intelligente satira della tv del dolore con un pubblico vero e con un conduttore sopra le righe. La grande passione per lo sport, per il calcio in particolare, lo porta a partecipare, con la consueta dose di humour, a trasmissioni che si occupano a vario titolo del variegato mondo del pallone. Da "Mai dire Gol" (Italia 1), dove dà vita a una colorata galleria di personaggi, al "Processo del Lunedì" (Rai Tre), da "Guida al Campionato" (Italia 1) fino alla fortunatissima serie di "Quelli che..." (Rai Tre) con Simona Ventura. A quella televisiva, Gene Gnocchi affianca l'attività teatrale. Un avvicinamento avvenuto nel 1995, quando porta in tournée il suo spettacolo "Tutta questa struttura è suscettibile di modifica" con Auro Della Giustina e Marco Posani, per la regia di Antonio Syxty. Il debutto in teatro avviene nel 1998 con lo spettacolo - scritto con Francesco Freyrie e diretto da Daniele Sala - "Santo Sannazzaro fa una roba sua", che racconta le tragico-grottesche avventure di un capocomico che, prossimo a chiudere bottega e ad andare in pensione, deve prima vedersela con un terribile commissario europeo. Nel 2000 porta in giro con successo "La responsabilità civile dei bidelli durante il periodo estivo", anch'esso firmato con Francesco Freyrie, con cui inaugura una trilogia proseguita quest'anno con "La contastazione amichevole nei tamponamenti tra mietitrebbie", che ha girato tutta l'Italia dopo il prestigioso debutto al Teatro Franco Parenti di Milano. La qualità, sempre presente nelle sue produzioni, è facile da rinvenire anche nei sei libri firmati da Gene Gnocchi, a partire da "Una lieve imprecisione" (Garzanti), sorprendente e apprezzato debutto letterario avvenuto nel 1991. Un'attività proseguita con "Stati di Famiglia" (Einaudi) del 1993, "Il culo di Sacchi" (Zelig Editore), scritto a caldo nel periodo del mondiale di calcio in Usa del 1994, e il romanzo "Il signor Leprotti è sensibile" (Einaudi), dato alle stampe nel 1995. Segue nel 1997 un dizionario ironico, "Il mondo senza un filo di Grasso", edito da Bompiani, e, nel 2001, "Sistemazione provvisoria dei buoi", terzo titolo pubblicato da Einaudi. Un artista poliedrico, dunque. Sempre originale, capace di far emergere con un'ironia pungente e sottile il nonsense che aleggia su ognuno di noi.

Redazione Nove da Firenze