Ad Empoli un percorso formativo per l'adozione del software freeware e Linux in azienda


Con l'avvio del nuovo anno, avrà inizio ad Empoli un percorso formativo dal carattere spiccatamente innovativo. Questo ha come obiettivo la formazione in ambito aziendale diretta all'utilizzo dei programmi di "Software Libero". Il corso di aggiornamento, composto da 132 ore di formazione, suddivise in 4 moduli da 33 ore ciascuno, è riservato a circa 50 partecipanti, individuati nel tessuto produttivo locale grazie alla collaborazione con le principali associazioni di categoria localmente radicate, quali Associazione Industriali, CNA, Confesercenti e Confcommercio, nonché le parti sociali sindacali quali CGIL e CISL. La totalità di questi attori figura tra i sostenitori di un progetto capace di generare promettenti circuiti locali di sviluppo, annullando i costi di licenza per l'utilizzo del software per le aziende che si dotano ed usano il software libero e costituendo la sua conoscenza un importante elemento di crescita formativa per molti lavoratori. Il partenariato del progetto di completa con il prezioso contributo del Comune di Empoli e di GOLEM - il Gruppo Operativo Linux Empoli. Quest'ultimo già da alcuni anni sta effettuando un'ampia attività di sensibilizzazione sui benefici dell'adozione del software libero e sulla sua penetrazione nell'uso formativo e lavorativo quotidiano.
L'intervento formativo si propone di realizzare quindi una serie di interventi su aziende del Circondario, con l'obiettivo di creare un gruppo di utenti appositamente formato che agisca all'interno del proprio ambiente di lavoro come gruppo pilota per la successiva diffusione capillare del software libero nelle aziende.
Prima dell'intervento formativo sarà effettuata una formazione-pilota che coinvolgerà le associazioni di categoria, alcune aziende di diversi settori e i loro dipendenti addetti all'office automation.
Sulla base degli esiti di questa sarà affinato l'intervento formativo, già maturo e collaudato in altri settori come le scuole superiori e di enti pubblici.
La strategia progettuale non consiste, quindi, solamente nella diffusione della conoscenza di un nuovo programma ma nella costruzione di un processo più complesso che coinvolge e potenzialmente porta un forte vantaggio economico e tecnologico a un intero territorio.
In questo senso, l'intervento, viene ad innestarsi su di un territorio che già da tempo mostra un interesse diffuso verso la sperimentazione formativa e lavorativa di applicativi informatici freeware. Ad Empoli è stato avviato già da alcuni anni un ampio progetto di spostamento verso il software libero che coinvolge il sistema scolastico locale, la Pubblica Amministrazione, le associazioni di volontariato e la cittadinanza, compiuto con specifici progetti nelle scuole e con corsi di formazione per adulti. Poggiando sugli incoraggianti risultati di questo saldo retroterra, questo progetto vuole fare un netto passo in avanti, abbracciando anche il sistema locale delle imprese nell'adozione dei software open source, e anche in questo settore l'interesse verso questa strategia si è rivelato assai marcato. È infatti risaputo quanto consistente sia il costo che affligge le aziende che intendono avvalersi delle licenze d'uso del software che adottano, anche per i prodotti di più comune e ampia diffusione, quali i programmi di office automation. L'addestramento, e la conseguente conoscenza relativa ad strutture informatiche di pari funzionalità ma interamente gratuite alleggeriscono quindi di un onere finanziario non indifferente le imprese locali. L'adesione massiccia a questo progetto da parte di rappresentanze di categoria assai radicate sul territorio è indice delle forti potenzialità che il progetto presenta, e che tali adesioni possono contribuire a rendere concrete. Un processo di conoscenza e diffusione del software libero che, da amministrazione, scuola e cittadini, si propaghi alle aziende, può costituire un caso peculiare, unico, a livello nazionale di concertazione sui metodi di adozione del software libero su un intero distretto territoriale.

Redazione Nove da Firenze