Viareggio: due fine settimana con il cacciucco


"La quarta edizione della manifestazione "Il pesce dimenticato", come ogni anno organizzata dal Comune di Viareggio e dell’Associazione nazionale Città del Pesce di Mare, in collaborazione con la Provincia di Lucca, la Camera di Commercio di Lucca e la Regione Toscana, non è dedicata per caso alla presentazione di una nuova ricetta, il Cacciucco di Viareggio con pesce dimenticato – dichiara Franco Pulzone, assessore al Turismo del Comune di Viareggio - Il Comune di Viareggio intende infatti chiedere nell'occasione alla Regione Toscana un riconoscimento di tutela di questo storico piatto. Non voglio riaprire il contenzioso con Livorno, e neppure negare che il cacciucco è stato inventato da loro, ma posso sostenere con forza che quello di Viareggio ha storia e caratteristiche tutte diverse, ha oltre 200 anni di vita e che i ristoratori viareggini ne hanno saputo difendere tradizione, identità e caratteristiche originarie, senza lasciarsi andare a contaminazioni troppo "moderniste". Lo dimostra anche il fatto che – grazie alla collaborazione con il Consorzio della Ristorazione della Versilia e della Confesercenti – siano ben 15 i ristoranti che hanno aderito all’invito del Comune di Viareggio, proponendo il Cacciucco di Viareggio con pesce dimenticato per due fine settimane al prezzo di 25 euro".
La ricetta del Cacciucco di Viareggio con pesce dimenticato – elaborata dallo chef Amelio Fantoni – vuole recuperare lo spirito originario di questo storico piatto, utilizzando le specie ittiche meno conosciute, pescate nel mare della Versilia e nelle stagioni in cui ciascun pesce esprime il meglio di sé, a garanzia della freschezza del pesce, della pienezza dei sapori, e dei costi più contenuti.

Ma intende altresì sfatare la leggenda della difficoltà e della lunga preparazione del cacciucco, con una ricetta semplice e dalla durata di 30 minuti, che consenta veramente a tutti di cimentarsi con questo piatto, e punta, infine, ad introdurre una nuova ritualità del cacciucco, non più da servire nel piatto come zuppa indistinta di sapori, ma da assaporare in compagnia, con una gran zuppiera al centro della tavola, da cui pescare, è proprio il caso di dirlo, pesce a pesce, e gustare in maniera piena i sapori di ciascuna specie.

Redazione Nove da Firenze