Don Ciotti e la Provincia di Siena: intesa per attività sociali sui beni confiscati alla mafia


“Lo Stato deve dare ai cittadini come diritto ciò che la mafia dà come favore”. Don Luigi Ciotti ha voluto citare questa frase del generale Carlo Alberto dalla Chiesa presentando alla stampa la firma del protocollo d’intesa stipulato tra Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, impegnata a promuovere la cultura della legalità e prevenire i fenomeni di criminalità diffusa, di cui don Ciotti è presidente, e l’Amministrazione Provinciale di Siena rappresentata dal suo presidente Fabio Ceccherini. L’accordo riguarda un progetto fortemente innovativo e di grande interesse sociale, legato alla possibilità di svolgere attività sui beni confiscati alla mafia, in base alla legge 109 del 1996 nota anche come legge La Torre. Beni, ha sottolineato Ceccherini, che la malavita aveva sottratto alla collettività e di cui la società civile, grazie a questa legge non sempre applicata pienamente, torna in possesso per dare opportunità alle nuove generazioni. In particolare il protocollo prevede che la Provincia si impegni a realizzare alcuni stage in aziende e cooperative del territorio senese attive in agricoltura, soprattutto nei settori del vino e dell’olio, per formare giovani provenienti dal sud che siano poi in grado di gestire professionalmente fattorie e agriturismi confiscati dallo Stato alla criminalità organizzata. Opportunità di crescita individuale e di nuova occupazione, quindi, che l’associazione Libera e la Provincia di Siena intendono assicurare insieme. “Nel 2003, secondo i dati Censis - ha detto don Ciotti - nei territori soggetti alla presenza mafiosa sono stati sottratti dalla malavita 180.000 posti di lavoro, il che significa meno ricchezza, meno sviluppo. Se non ci fosse questo fenomeno, il prodotto interno lordo del sud dell’Italia sarebbe più o meno equivalente a quello del nord. L’impegno preso oggi dalla mia associazione e dalla Provincia di Siena è di non lasciare soli i ragazzi che vogliono un lavoro onesto e un futuro nella loro terra”. Collaboreranno all’iniziativa l’Agenzia di Sviluppo Eurobic e la Fondazione Qualivita.

Redazione Nove da Firenze