A Palazzo Pitti omaggio alla pittrice fiorentina Clotilde Brewster Peploe (1915-1997)


Una mostra, (1 aprile-28 giugno), che rivela un' artista pienamente inserita nella storia del Novecento e fortemente radicata a Firenze, e le cui opere sono conservate dai maggiori collezionisti del mondo. All' inaugurazione, il 30 marzo, sono attesi Giorgio Armani, amico di famiglia e Bernardo Bertolucci. Le 45 opere esposte documentano il percorso artistico di questa erede di una stirpe di artisti approdati a Firenze nella seconda meta' del XIX secolo alla ricerca di un ideale estetico di bellezza e di armonia. Clotilde Brewster Peploe, o ''Cloclo'', come verra' piu' spesso chiamata, e' nipote per parte di madre dello scultore tedesco Adolf Hildebrand e, per parte di padre, di Henry B. Brewster, sofisticato intellettuale cosmopolita di origine americana amico di Henry James e diretto ispiratore di alcuni personaggi del celebre scrittore. La sua infanzia e poi l'adolescenza si svolgono nella cornice di San Francesco di Paola, l'ex convento fiorentino circondato da un ampio podere da cui si dominano i monumenti della citta', acquistato da Hildebrand al tempo del suo arrivo a Firenze e trasformato in cenacolo aperto agli artisti e ai musicisti. Dopo la morte del padre vi vivra' con la madre Elisabeth Brewster Hildebrand, a sua volta raffinata pittrice amica di artisti e scrittori gravitanti nel mondo della rivista ''Solaria'' come Giovanni Colacicchi ed Arturo Loria. Cloclo non ha avuto una vasta produzione, anche per la tecnica pittorica lenta e laboriosa, e l'invincibile riluttanza ad esporre i propri dipinti non ha contribuito a fare di lei un'artista conosciuta. La mostra e' curata da Susanna Ragionieri , il catalogo è edito da Sillabe. (al)

Redazione Nove da Firenze