Teatro della Pergola: L'Avaro di Molière con Gabriele Lavia ed Andy Luotto (16/21 dicembre)


La proverbiale pigrizia di Arpagone non è l’unico motivo per cui i due suoi figli, Cleante ed Elisa, odiano profondamente il padre. All’avarizia si aggiunge infatti anche la volontà dell’uomo di sposare la giovane e povera Marianna, di cui però è innamorato Cleante, e di concedere in sposa al vecchio e ricco Anselmo la figlia Elisa, che però amoreggia con il servo Valerio. La situazione si complica quando Freccia, il servo di Cleante, ruba del denaro ad Arpagone e lo consegna al proprio padrone che pensa di restituirlo al padre solamente in cambio dell’amata Marianna. Ma Arpagone accusa del furto il giovane Valerio, che attribuisce la collera del padrone alla scoperta del suo amore con la di lui figlia Elisa. L’arrivo di Anselmo, che riconosce in Marianna e Valerio i propri figli che pensava morti in un naufragio, scioglie ogni difficoltà e riunisce le coppie innamorate, mentre l’avaro Arpagone può mettere di nuovo le mani sul proprio denaro.
Questo è l’intreccio de L’Avaro, la venticinquesima delle trentatré commedie di Molière, scritta nel 1668 e rappresentata per la prima volta il 9 settembre di quell’anno, con un successo, invero, piuttosto mediocre. Assai evidente, e per certi versi addirittura eccessivo, risulta il legame con l’Aulularia di Plauto: tanto Euclione che Arpagone tengono il loro tesoro nascosto in una cassetta (o pentola) e, come il suo lontano antenato, anche Arpagone non vive che per questo tesoro, “suo appoggio, sua consolazione, sua gioia”, anteponendolo a tutto. Entrambi l’amano con il furore di una vera passione, entrambi, quando se lo vedono rapito, hanno espressioni di disperata angoscia, entrambi trovano naturalissimo che il sospettato ladro - il quale parla invece della figlia dell’avaro - parli del tesoro scomparso con espressioni di tenerezza e si dica sospinto a tal colpa dal dio Amore.
Ma L’Avaro è e resta un capolavoro. Molière ha saputo, infatti, donare al personaggio una superbia e una vitalità tali da scavare una trincea incolmabile tra il suo Arpagone e l’originale modello latino. Egli ha inserito con naturalezza il personaggio e la vicenda nell’ambiente francese del suo tempo, lo ha arricchito di sfumature e trattato con più grazia e leggerezza: pur figlio del suo secolo, Arpagone anticipa angosce illuministe e borghesi, risultando estremamente moderno e attuale.
Dopo che nella stagione 2001/2002 Alessandro Haber aveva portato in scena un novello Arpagone in stile brechtiano, tocca ora a Gabriele Lavia, e alla sua compagnia, cimentarsi davanti al pubblico del Teatro della Pergola con il classico della commedia francese del Seicento. Nessun dubbio che anche il suo Arpagone saprà farsi notevolmente apprezzare.
Last Minute: i biglietti in vendita alla Rinascente
Come già annunciato in precedenza, è iniziata la sperimentazione della vendita di biglietti last minute al desk all’interno della Rinascente di piazza della Repubblica (4°piano – dal martedì al sabato 13.00/19.30 info 055.292508), gestito dal Teatro della Pergola in nome e per conto dell’Associazione Firenze dei Teatri.
Ogni giorno dal martedì al sabato, a partire dalle ore 16.00 e fino alle 19.00, saranno disponibili i biglietti della Pergola rimasti invenduti per lo spettacolo della sera stessa con una forte riduzione (fino al 50%). L’offerta è ovviamente legata alla disponibilità di biglietti, e sarà disponibile esclusivamente presso il desk Rinascente.
In un prossimo futuro questo servizio potrebbe essere esteso anche agli altri teatri fiorentini.

Redazione Nove da Firenze