Carlo Monni e Andrea Kaemmerle in "Non si sa dove si va ma si va" dal 20 al 22 novembre al Teatro Puccini


Uno spettacolo folle, allegro e surreale. Il primo pretesto sono le storie dei minatori di Maremma tratte dalla Vita Agra di Luciano Bianciardi, meraviglioso testo pieno di sagacia ed ironia, un libro che rappresentò un clamoroso caso editoriale e letterario.
Carlo Monni ed Andrea Kaemmerle si alternano in racconti e dialoghi, piccoli pezzi di un puzzle che tratteggia atmosfere di una Toscana dimenticata e verace.
La storia di Bianciardi si allarga poi abbracciando i momenti più importanti della nostra società industriale del famoso BOOM economico; qui critica e comicità si fondono in un binomio seducente ed irriverente. Secondo spunto (o pretesto) le musiche, le canzoni di Piero Ciampi, contaminate con scherzosa leggerezza dalla musica Kletzmer- Balcanica ed altro ancora. Il pubblico ormai è caldo e la serata lentamente assume più l’anima di una veglia, di una converszione brillante e appassionata, ed in questo clima ecco spuntare fuori i sonetti di Shakespeare recitati con ineguagliabile freschezza dal Monni, i personaggi da umorismo Yiddish di Kaemmerle e mille improvvisazioni per poi tornare a divagazioni su Henry Miller (o come lo chiamava Bianciardi , Enrico Molinari) dotte e goliardiche. Cosi, poco a poco il puzzle sapientemente orchestrato da Maria Cassi e Leonardo Brizzi (assoluti maestri nel far sposare comicità , poesia e musica) si completa ed appare una serata di comicità che non cessa mai di essere poesia e divertimento.

Redazione Nove da Firenze