Quando la magia nasce da un campo di concentramento


Si conclude il 1° ottobre con il concerto di Olivier Messiaen «Quatuor pour la fin du temps» il seminario sui Capisaldi della Musica del Novecento curato da Michele Ignelzi e organizzato da G.A.M.O. Il concerto (ore 21, Istituto Francese) è eseguito dal quartetto composto da: Simone Ferrari, al violino, Amit Arieli al clarinetto, Francesco Dillon al violoncello ed Emanuele Torquati al pianoforte.
Pochi brani possono vantare un influsso così determinante sul panorama compositivo e interpretativo del Novecento come quello dell’opera composta da Messiaen nel campo di prigionia tedesco Stalag VIIA. L’opera fu pensata per quattro compagni di prigionia che – come lui - erano musicisti prima essere internati, scritta e provata di nascosto all’interno del campo, ed ebbe un ruolo importante - secondo Messiaen – nella loro sopravvivenza.
Olivier Messiaen viene considerato uno dei più importanti e significativi rappresentanti dell'avanguardia musicale francese e mondiale. Fu allievo, al conservatorio di Parigi, di Marcel Dupré e Paul Dukas. La sua attività compositiva si rivolge, agli inizi, a lavori per organo tra i quali si ricorda La natività del Signore del 1935. Fonda nel 1936 il gruppo "Jeune-France" con Jolivet, Lesur e Baudrier. Acquisisce la cattedra di varie discipline musicali al conservatorio di Parigi ed ebbe tra i suoi allievi Pierre Boulez. Tra le sue composizioni vocali ricordiamo le Tre piccole liturgie della presenza divina (1944); tra quelle sinfoniche, la bellissima e poderosa Turangalila-Symphonie datata 1946, Il risveglio degli uccelli del 1953 e Cronocromia del 1960; Des canyons aux étoiles, per pianoforte, corno e orchestra (1970- 1974); per pianoforte, le Visioni dell'amen (1943), Venti sguardi sul Bambino Gesù (1944); La fauvette des jardins(1972). Compose anche brandi di musica da camera, tra i quali è impossibile non ricordare il «Quatuor pour la fin du temps», composto durante la sua permanenza in un campo di concentramento nazista nel 1941.
La sua musica si colloca ai margini della dodecafonia, cercando di utilizzare tutti i timbri e gli impasti sonori e gli valse numerosi premi di composizione (premio J. Sibelius, 1971; grande premio nazionale della musica, 1977; premio Bach di Amburgo, 1979). Del 1983 è l'opera teatrale San Francesco d'Assisi, divisa in 3 atti e 8 quadri, composizione grandiosa frutto di anni di lavoro, con un'orchestrazione ricca e grandi masse corali.
Info e prenotazioni concerto: T 055 2718820
Ingresso 10 euro, 5 euro ridotti IFF, gratuito per gli iscritti ai seminari.

Redazione Nove da Firenze