Arezzo: nasce una scuola dell'oro per designer del gioiello


Arezzo capitale dell’oreficeria avrà anche la sua Scuola dell’Oro: Provincia di Arezzo, Camera di Commercio, Federimpresa e Associazione Industriali hanno infatti dato vita ad una società consortile denominata “Sviluppo ed innovazione delle competenze nel settore orafo” con l’obbiettivo di dare impulso alla formazione e contribuire così a sviluppare e innovare le competenze del settore. Altro obbiettivo primario è quello di contribuire allo sviluppo dell’utilizzo delle più moderne tecnologie applicate alla progettazione degli oggetti preziosi e in quest’ottica rientra il corso organizzato dalla Scuola dell’Oro rivolto ai giovani interessati ad acquisire le conoscenze tecnologiche per la creazione di oggetti di oreficeria ad alto contenuto estetico attraverso i principi di modellazione “cad cam”. Grazie ad un articolato percorso formativo, i giovani al termine del corso saranno in grado di realizzare in forma virtuale un gioiello che potrà poi essere realizzato nella realtà. “Tecnologie come la modellazione CAD, fino a pochi anni fa appannaggio solo di poche imprese, possono costituire uno strumento di crescita e di differenziazione estremamente efficace nella realtà orafa aretina”, afferma Alessandra Dori, Assessore alla Formazione Professionale della Provincia di Arezzo e Presidente della Scuola dell’Oro. E continua: “Con questo corso intendiamo formare giovani che sappiano unire alla creatività del designer le competenze delle moderne tecnologie, dando così un contributo importante allo sviluppo delle competenze del mondo orafo aretino e al miglioramento della qualità del prodotto, senza contare che per i giovani si tratta di un buon punto di partenza per ritagliarsi uno spazio competitivo nell’intricato mercato globale”. Il corso, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, si svolgerà con frequenza gratuita ed obbligatoria presso l’Istituto Superiore Statale Margaritone di via Golgi ad Arezzo. Informazioni ed iscrizioni presso la Scuola dell’Oro in Piazza Santa Maria in Gradi ad Arezzo.

Redazione Nove da Firenze