Il Comune di Scandicci espone le bandiere per la pace in città
L'8 marzo una mobilitazione-manifestazione davanti alla base militare americana di Camp Darby


Parole di pace sul bugnato di Palazzo Medici Riccardi. Stasera, in occasione del corteo contro la guerra organizzato da Cgil, Cisl e Uil, le frasi “no alla guerra” e “sì alla pace” saranno proiettate sulla facciata dello storico palazzo di via Cavour.
Due grandi bandiere, una dell’ONU e una con i colori dell’arcobaleno, sono state collocate sui pennoni del secondo piano e stasera saluteranno la manifestazione insieme ad una fila di fiaccole che verranno accese lungo via Cavour e via de’ Gori e alla diffusione delle note dell’Inno alla Gioia di Beethoven.
Le bandiere dell’Onu e della pace resteranno esposte sul palazzo della Provincia, ha detto il presidente Gesualdi, fino alla fine della crisi internazionale.

Il Comune di Scandicci esporrà ai pali dei lampioni delle principali vie e nei luoghi più significativi della città e del territorio le bandiere arcobaleno della pace. La decisione è conseguente alla presentazione di un ordine del giorno dei Ds che il Consiglio Comunale ha approvato con i voti della maggioranza di centro sinistra e del gruppo di Rifondazione Comunista. Il centro destra, che aveva presentato un emendamento –respinto dal Consiglio- con il quale si chiedeva di esporre invece le bandiere italiana ed europea, ha votato contro.

Anche se il nostro paese e' geograficamente distante dal Golfo Persico, le basi in Italia gia' svolgono e sempre piu' svolgeranno un ruolo di primaria importanza nella guerra contro l'Iraq.
A Camp Darby è custodito il più grande arsenale americano all'estero. Qualche numero? Ventimila tonnellate di munizioni per artiglieria, missili, razzi e bombe d' aereo con 8.100 tonnellate di alto esplosivo ospitate in 125 bunker. E, ancora, gli equipaggiamenti completi per armare una brigata meccanizzata: 2.600 tra tank, blindati, jeep e camion. Nella lista ci sono tutti i migliori sistemi dell'esercito statunitense, inclusi 35 carri armati M1 Abrams e 70 veicoli da combattimento Bradley. Ma l'inventario prosegue con un elenco impressionante, sintetizzato da una cifra: ci sono materiali bellici del valore di due miliardi di dollari (l'equivalente in euro), missili e ordigni esclusi.
Nel 1986 si scoprì anche che la base di Livorno era stata al centro di un traffico segreto di armi verso l'Iran, ne seguì uno scandalo clamoroso perché fu dimostrato il coinvolgimento della CIA con la connivenza dei servizi segreti e del governo italiano.

Redazione Nove da Firenze