Bandabardò venerdì 25 e sabato 26 ottobre - ore 21,15- al Saschall


E venne finalmente l’ora della Bandabardò, la formazione fiorentina che con l’ultimo album Bondo! Bondo! ha conquistato i piani alti delle classifiche italiane, dopo una lunga e impeccabile carriera all’insegna dell’indipendenza artistica. Venerdì 25 e sabato 26 ottobre la Bandabardò sarà in concerto al Saschall di Lungarno Aldo Moro (inizio ore 21,15 – ingresso 10 euro – prevendite e informazioni prevendite presso il circuito Box Office, tel. 055210804) per un doppio appuntamento che ha il sapore della festa, un evento dedicato ai tantissimi fans toscani della band. Quello della Bandabardò è successo senza compromessi, ottenuto grazie ad uno stile musicale originalissimo che intreccia abilmente suoni acustici ed elettrici.
BANDABARDÒ
8 Marzo 1993: Quel giorno, oltre a festeggiare la donna, nasce la bandabardò. Enrico Erriquez Greppi, un bilingue dal passato franco-lussemburghese, convince A. M. Finaz, rampante chitarrista elettrico, a gettare alle ortiche qualsiasi amplificatore o pedale di sua appartenenza. Questo per la convinzione di Erriquez che sarebbe bello e divertente portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle "cantate tra amici", momenti magici in cui stonati e intonati uniscono le voci in canti senza fine. Seguono a ruota la terza chitarra acustica (Orla), il contrabbasso stradaiolo e francofono (Don Bachi), una batteria minimale (il giovane Nuto) ad assicurare le danze e un fonico di fiducia (Cantini). A lungo gli djembe e bonghetti di Paolino sono stati il tocco fricchettone della Banda.
Ottenuta l’amalgama voluta, il gruppo inizia una vita live costante e devastante per numero di concerti ed energia profusa: quello che la formula bardozziana permette dal set stradaiolo a quello rombante da palazzetto. Concerti sempre e ovunque (Italia, Francia, Svizzera e Slovenia) alternati a incidenti ai furgoni e collaborazioni con chi ama allegrie acustiche (Litfiba, Daniele Silvestri, CSI, Max Gazzè, Paola Turci…); ci piace ricordare due tributi a grandi “canzonettari” per i quali abbiamo coinvolto e stravolto più amici del solito: il Tributo a Carosone, nel contesto del Premio Recanati 2001, per il quale abbiamo trascinato con noi Gazzè, Turci e Lina Sastri e quello a Rino Gaetano (Enzimi 2001) dove hanno suonato, cantato e saltato con noi Sergio Cammariere, Marina Rei, Raiss degli Almamegretta, Bobo Rondelli e, ancora, Paola Turci e Max Gazzè.

Redazione Nove da Firenze