Domenica 28 luglio 2002, ore 21.15, Gilberto Gil apre la rassegna "Musica e Suoni Dal Mondo" a Piazza Alberica di Carrara


“Kaya N’Gan Daya” è un tributo al grande Bob Marley, musicista prematuramente scomparso, vero e proprio idolo per Gilberto Gil. Molte sono le cose che li accomunano: ambedue provenienti dal sud del mondo, ognuno con le proprie credenze, la passione per il calcio e soprattutto entrambi musicisti. Per una migliore realizzazione, Gilberto Gil ha scelto di registrare l’album a lui dedicato a Kingston in Jamaica ed essere, quindi, più a contatto con la musica reggae e il mondo rasta. Gilberto Gil è stato il fondatore, insieme a Veloso, del Tropicalismo, il movimento che ebbe un ruolo importantissimo non solo nella musica ma anche nel teatro, nel cinema, nella letteratura. Fu un sussulto di vitalità e di protesta, una specie di '68 brasiliano, a cui la dittatura militare rispose con la repressione. Gil e Veloso dovettero riparare in esilio a Londra. All'epoca del Tropicalismo Gil aveva 26 anni e si era trasferito dalla città natale, Salvador nella regione di Bahia, prima a San Paolo poi a Rio. La sua musica, partita dalle influenze del folclore, era diventata più ''metropolitana''. In Inghilterra, dove era in pieno spolvero il beat, perfezionò la sua tecnica di chitarrista e cominciò a incidere dischi in inglese. Tornò in Brasile nel '72. Da allora la carriera di Gilberto Gil è stata un succedersi di successi, spesso condivisi con amici cantautori brasiliani o con altri artisti di diverse ma affini culture musicali. Nel 1977 partecipò a un congresso di Arte Nera che si svolse a Lagos in Nigeria, dove incontrò Stevie Wonder e Fela Kuti. Dal '75 al '79 ha inciso quella che viene definita ''Re-Trilogy'', cioè tre dei suoi dischi più fortunati. Nel 1985 ha celebrato i vent'anni di percorso artistico con un concerto-evento a Rio assieme a Chico Barque, Roberto Carlos, Veloso, Gal Costa, Maria Bethania. Nel '94 è stato il primo artista brasiliano della serie unplugged della Mtv. Gil non ha mai smesso di vedere il suo paese con gli occhi critici dell'impegno civile, sia nella musica che ha scritto sia nei suoi comportamenti di cittadino. Artisticamente, oggi più di prima è forte il richiamo alle radici della grande madre Africa, in un melting pot in cui si intrecciano samba, bossa nova, reggae, rock, funk. Difficile da definire, eccitante da ascoltare.

Redazione Nove da Firenze