Contro la privatizzazione dell'Ater

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 giugno 2002 07:24
Contro la privatizzazione dell'Ater

Anche ieri il Consiglio regionale è stato presidiato da gruppi di rappresentanti del Coordinamento autogestioni e assegnatari. In Consiglio era in corso la discussione sul progetto di privatizzazione del patrimonio immobiliare dell'Ater. La portavoce del Coordinamento ha affermato che le proteste non finiranno "fino a quando il Comune non deciderà di abbandonare la pista delle Spa". A suo avviso, la Gescal non è privatizzabile, perchè sono i fondi dei lavoratori che hanno reso possibile la costruzioni di case.

Inoltre "preoccupa non poco l'assenza di trasparenza nell'operazione". Finora non ci sono stati tentativi di accordo da parte del Comune.
"Alla Romeo Spa 4000 unità di edilizia pubblica a Firenze -affermano al Coordinamento Autogestioni e Assegnatari- è quanto si ricava dal sito internet dell'omonima Spa... il cui dirigente è un plurinquisito e condannato per affari di tangenti nel napoletano... ecco a chi il Comune di Firenze vuole dare in gestione il patrimonio edilizio pubblico tramite l'Spa".
Si è tenuto ieri mattina in Campidoglio un convegno nazionale organizzato dall'Anci sulle politiche abitative: problemi e possibili soluzioni.

Nel corso del dibattito i Comuni hanno posto con forza il tema dell'emergenza abitativa che deve essere affrontato e risolto in modo strutturale ed organico. L'Anci saluta con soddisfazione la proroga degli sfratti, che si è resa necessaria come unica soluzione possibile per situazioni di serio disagio sociale, ma quello che non è più rinviabile sono alcuni interventi a regime. "Primo fra tutti - ha affermato Tea Albini coordinatore Casa dell'Anci e assessore alla Casa del Comune di Firenze - è quello del consolidamento del Fondo Sociale per l'Affitto che deve essere integrato rispetto a quanto oggi è previsto dalla legge Finanziaria, in diminuzione rispetto agli anni precedenti, che risulta assolutamente insufficiente per i Comuni a far fronte alle domande dei cittadini.

La riduzione di tal fondo sta creando non poche difficoltà a migliaia di cittadini che si sono visti assegnare questo contributo per l'anno passato e che, a causa dei tagli della Finanziaria, vedono negarselo per l'anno in corso. Il secondo strumento che i Comuni sollecitano sono strumenti legislativi flessibili che possano permettere alle città di programmare politiche peculiari, rispetto alle esigenze delle città. Penso ad esempio alle città d'arte o alle città universitarie che vivono un forte fenomeno di "affitti in nero" rispetto ai quali devono essere individuati strumenti idonei per far emergere questa fetta importante di economia e di mercato sommerso.

Il terzo strumento è quello degli gravi fiscali per incentivare la proprietà a immettere immobili sul mercato per contratti convenzionati di affitto. Il quarto filone da seguire deve essere quello di implementare i finanziamenti per l'edilizia residenziale pubblica, attraverso nuove forme di edilizia concordata anche per realizzare progetti per riqualificare il patrimonio privato e pubblico delle grandi aree urbane, sulla scorta dell'esperienza dei contratti di quartiere". "Quello però che i Comuni chiedono al Governo - prosegue l'assessore Albini - è un intervento di carattere nazionale, proprio perché riguarda i livelli minimi di assistenza dei cittadini, che sia in grado di offrire risposte ad alcune fasce di popolazione maggiormente svantaggiate.

Esiste poi un'altra un'altra categoria di cittadini che non viene ricompressa nel disagio sociale ma che non è in grado di accedere alle locazioni o all'acquisto, rispetto ai quali l'Anci chiede all'esecutivo che venga messo a punto un programma nazionale di sostegno destinato soprattutto ai nuclei familiari monoreddito e alle giovani coppie". Alle regioni i Comuni chiedono un intervento maggiormente concertatati di pianificazione e di finanziamenti sul territorio che sostengano i Comuni rispetto alla crescente domanda abitativa.

La disponibilità mostrata anche oggi, nel corso del convegno dal rappresentante delle regioni, l'assessore alla Regione Piemonte Botta, ci fa ben sperare circa il fatto che nei prossimi mesi in molte regioni si possano avviare tavoli regionali di concertazione e di coinvolgimento. "Se la politica del Governo - conclude l'assessore Albini - è solo quella della proroga degli sfratti e non quella della concertazione con gli altri soggetti istituzionali per trovare soluzioni strutturali, restiamo perplessi e delusi".

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