Primo maggio in S. Ambrogio per ricordare Mario Pachi


Il primo maggio di un anno fa moriva a Firenze Mario Pachi, attore di cinema e teatro, intelligenza estroversa e senza schemi, poeta, pittore, storico e calligrafo, bricoleur appassionato, nonché straordinario ricercatore e collezionista di reperti bellici, libri e minimalia.
Per ricordarne la figura e le opere l’Associazione Amici del Pachi ha organizzato una serie di iniziative che avranno come palcoscenico piazza S. Ambrogio, nel quartiere in cui Mario Pachi viveva e di cui era assoluto e beneamato protagonista. Il programma prevede una mostra, un libro, un concerto, un video e una messa in suffragio che don Danilo Cubatoli (don Cuba) celebrerà nella chiesa di S. Ambrogio.
Si svolgerà tutto il primo maggio, compresa l’inaugurazione della mostra dei dipinti, dei disegni e dei molti manufatti di Mario Pachi (titolo: Handmade) che saranno esposti al Caffè S. Ambrogio fino al 31 maggio. Tra i soggetti, D'annunzio, la guerra, la serie araba ispirata alle sigarette Camel, le isole immaginarie, paesaggi, qualche esempio di calligrafia giapponese (l’ultima passione del Pachi).
Nell’occasione sarà presentato il libro Handmade curato da Mario Lo Vergine con la collaborazione di Giovanni Maria Rossi e Valerio Valoriali. Il volume raccoglie una breve biografia di Mario Pachi, i pensieri di alcuni amici e una rassegna delle sue opere, incluse quelle ricevute dagli amici e dai partecipanti al Concorso mondiale "Una tomba per il Pachi" che Mario inventò e realizzò nel lontano 1985. Le riproduzioni fotografiche delle opere sono di Andrea Messana.
L’inizio delle celebrazioni è alle 18 con la messa. Nella circostanza la cantante Lucrezia Balatri canterà i brani: “I love you Lord” e “Order my steps”. Alle 19, inaugurazione della mostra. Alle 19,30, nell’Oratorio della Compagnia di S. Michele alla Pace (piazza S. Ambrogio) sarà proiettato il video “Il Pachi”, un ritratto di vita privata (la casa, il quartiere, gli amici, le donne) curato da Gabriella Antonini, Andrea Di Bari e Giovanni Maria Rossi. Alle 20,30, musica in piazza con i “Taraf Carpazi” di Ionel Ionita.
Per informazioni: Associazione Amici del Pachi Tel. 055.2303037 – 055.2476286

Mario Pachi (Firenze, 2 Gennaio 1943 – 1 Maggio 2001) compì le sue prime esperienze teatrali al Teatro Andrea del Sarto con il Gruppo Nuova Resistenza, diretto da Nino Filastò e con il Teatro Prova, diretto da Gilberto Giuntini.
Nel 1966, dopo l’alluvione, fu tra quelli che si prodigarono per il salvataggio dei libri della Biblioteca Nazionale di Firenze, dove restò a lavorare per qualche anno. Contemporaneamente proseguì la sua formazione teatrale con il Centro Universitario di Firenze, diretto da Valerio Valoriani, al Teatro Affratellamento, interpretando Uomo massa e altri lavori.
Nel 1971, quando il Centro universitario si trasformò nella compagnia Teatro della convenzione, sempre al Teatro Affratellamento, passò al professionismo insieme a Maurizio Balò, Luca Biagini, Stefano Gragnani, Nunzi Gioseffi, ecc.. In quel periodo fu il magistrale protagonista di spettacoli come Cuore di cane, Dada, di cui fu anche coautore, Mockinpott, Ubu Roi.
Passò prima alla compagnia di Paolo Poli, con in quale lavorò nella Nemica di Niccodemi, poi, per alcuni anni al Gruppo della Rocca dove partecipò a spettacoli con la regia di Roberto Guicciardini ed Egisto Marcucci.
Al Cantiere internazionale d’Arte di Montepulciano prese parte al Pollicino di Di Leva-Henze, poi ripreso anche al Teatro Comunale di Firenze, e al Don Chisciotte. Per il Teatro Regionale Toscano, in occasione di Firenze capitale europea della cultura, interpretò Finale di Partita insieme a Walter Chiari e Renato Rascel, con la regia di Giuseppe Di Leva.
Negli ultimi anni divenne uno degli attori del nucleo artistico stabile del Teatro Stabile di Bolzano, diretto da Marco Bernardi. Con lo Stabile di Bolzano, compì diverse tournee in tutta Italia e fu al Teatro della Pergola con La locandiera di Goldoni e Il maggiore Barbara di Shaw.
Collaborò con Guarda l’Europa e, nell’ultima edizione di Intercity 2000, interpretò per la compagnia del Laboratorio9, con grande successo personale: Landon - L.A. - Lubenau per la regia di Barbara Nativi. Al cinema interpretò, tra gli altri, Berlinguer ti voglio bene con Roberto Benigni e Viaggio con Anita per la regia di Mario Monicelli.
"Attore per caso" o "attore suo malgrado", come amava definirsi, "l'unico attore italiano che conosceva personalmente, uno per uno, tutti i suoi spettatori", Mario Pachi era molto conosciuto e popolare a Firenze per le grandi doti di umanità e la sua grande capacità di intrattenitore garbato e divertente.
Dotato di intelligenza pronta e vivace, acuta e sottile, ironica e autoironica, capace di inanellare paradossi mai banali e sempre stimolanti per tutti, ha lasciato un grande vuoto e un grande rimpianto, non solo tra gli amici, ma tra tutti quelli che l’hanno conosciuto.

Redazione Nove da Firenze