La prossima settimana allo SpazioUno


Continua fino a domenica 21 aprile al FestivalSpazioUno (Via del Sole 10, Firenze - tel.0552776445) la proiezione del film Le lacrime della tigre nera che segna il debutto alla regia dello sceneggiatore Wisit Sasanatieng. Rivelazione al Festival di Cannes dello scorso anno, il film del tailandese Wisit Sasanatieng è stato salutato dalla stampa come un appuntamento imperdibile della stagione. Western pulp, ipercolorato e melodrammatico, è uno sgargiante omaggio alla settima arte che mescola le influenze di Sergio Leone e Quentin Tarantino alla storia filmica tailandese, passando per il musical hollywoodiano anni 50. Love-story fra un cowboy-eroe solitario e fuori legge e una bella eroina-giovane ragazza bene, il film narra le avventure di un amore contrastato che si svolge fra le atmosfere anni ’60. L’estenuante ricerca della donna perduta e amata si muove fra poesie e massime ripercorrendo le tracce del racconto popolare e quello del fumetto con un mélange originale e di grande impatto visivo.
Da venerdi 19 fino a domenica 21 aprile – con un’unica proiezione pomeridiana alle 16.45 – prima visione del film di Carmine Fornari Hotel Dajti - Una storia al di là del mare. Messo da parte il suo sguardo documentaristico (è stato videoartista e autore di documentari dagli anni '70, nel lungometraggio ha esordito con L’amico arabo), con questo film Fornari compie almeno tre operazioni di rievocazione: gli anni '30, la chiusura blindata di un regime comunista senza alleati, la possibile storia d’amore che lega qualcuno di qua e di là dal mare. Sono gli anni in cui l’Italia aveva il protettorato dell’Albania e dove dalle coste del Salento si andava e veniva da Durazzo o Tirana in gita nei fine settimana finché il successivo regime di Henver Hoxha fece raggiungere l’elettrificazione completa del paese.
Con “I primi passi di” si inaugura invece una divertente e curiosa retrospettiva dedicata ai primi film di alcuni fra i più interessanti autori della celluloide. Quattro film diluiti in un arco di otto giorni (22 e 23 aprile: Scorsese, 29 e 30 aprile: De Palma, 6 e 7 maggio: Monty Python, 13 e 14 maggio: Mel Brooks) per un breve excursus che indaga le origini di quattro diversi autori:
“Chi sta bussando alla mia porta?” segna l'esordio alla regia di Martin Scorsese (ma anche di Harvey Keitel). Film a basso costo, girato parzialmente in 16 mm, è centrato sulla descrizione dell'ambiente, la Little Italy di New York, e dei personaggi, tre amici-vitelloni italoamericani. Il film risente delle influenze di Godard e soprattutto di Cassavetes. Appunti visivi che saranno sviluppati in Mean Street (1973). Logica continuazione di “Greetings” (Ciao America), con “Hi, mom!”, suo quarto lungometraggio, Brian De Palma continua il gioco al massacro delle pratiche della visione, una visione rigorosamente voyeuristica dove il mirino della macchina da presa, associato al buco della serratura, diventa lo specchio grottesco di "una nazione di voyuers". Hi, mom! è il saluto che Jon Rubin, reduce dal Vietnam, dedica alla madre dopo aver biasimato, alle telecamere dei giornalisti che commentano l'ecatombe da lui provocata, l'american way of life.
“E... Ora qualcosa di completamente diverso” è il film antologia costruito sugli sketch del Flyng Circus, il programma della BBC che rese famosi i Monty Python, alternati ai disegni animati di Terry Gilliam. Servendosi con molta consapevolezza del linguaggio cinematografico, i Python danno libero sfogo al proprio umorismo, il cui gusto per il non-sense si accompagna al grottesco e all'irriverenza. Film d'esordio di Mel Brooks che vinse un Oscar per la sceneggiatura, “Per favore non toccate le vecchiette” ruota intorno alla storia di un produttore di Broadway, che per frodare il fisco, si fa finanziare da ricche vecchiette.

Redazione Nove da Firenze